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	<title>BuoneNotizie.it &#187; Green &amp; ambiente</title>
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	<description>Buone notizie dall&#039;Italia e dal Mondo!</description>
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		<title>Arriva Hiriko: city-car elettrica 100% che si parcheggia in 1,5 mt</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 00:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green & ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Arriva dai Paesi Baschi Hiriko, city-car elettrica 100% e “pieghevole”, che si parcheggia in verticale in soli 1,5 metri di lunghezza. Hiriko, in lingua basca, significa “urbana”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15052" title="Hiriko1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Hiriko1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Dai Paesi Baschi arriva Hiriko, la city-car di dimensioni molto ridotte, elettrica al 100% e biposto, che si “ripiega” su se stessa e si parcheggia in soli 1,5 metridi lunghezza. La parola “Hiriko”, in lingua basca, significa “urbana” ed è il nome più appropriato per questa mini-car <strong>ideale per muoversi nei centri urbani, perché non inquina e risolve tutti problemi di parcheggio<span id="more-15050"></span>. </strong>Ma non è tutto : è<strong> </strong>un progetto europeo di “innovazione sociale” che coniuga rispetto dell’ambiente, creazione di posti di lavoro e attenzione alle categorie sociali svantaggiate.</p>
<p>La <a title='Original Link: http://ec.europa.eu/bepa/expertise/conferences/index_en.htm'  href="http://www.buonenotizie.it/?3Ubrpn0D" target="_blank">presentazione ufficiale del prototipo</a> di Hiriko si è svolta la scorsa settimana a Bruxelles alla presenza del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Durao Barroso. L’innovativa auto elettrica è stata ideata dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston e realizzata da un <a title='Original Link: http://www.hiriko.com'  href="http://www.buonenotizie.it/?h_OS35Rz" target="_blank">Consorzio</a> di sette piccole imprese basche dove ogni azienda produce una parte della vettura. Il Consorzio Hiriko, finanziato da risorse regionali ed europee, ha sede a Vitoria-Gasteiz, città basca nominata “European Green Capital 2012”.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-15053" title="Hiriko3" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Hiriko3-300x79.jpg" alt="" width="300" height="79" /></p>
<p>Hiriko è una vettura <strong>elettrica al 100%, con</strong> <strong>un’autonomia dichiarata di circa 120 km</strong> e dotata di un volante ultra-tecnologico (simile a quello della Formula 1) in grado di gestire tutte le fasi di funzionamento attraverso il controllo automatizzato “drive by wire”. E’ provvista di quattro <strong>ruote robotiche, indipendenti l’una dall’altra e in grado di ruotare su stesse di 360°</strong>. Ogni pneumatico può essere controllato in modo separato, permettendo all’auto di eseguire manovre disagevoli, come quella di girare sul proprio asse.</p>
<p>La singolare mini-car è fornita di una sospensione centrale che fa scorrere l’abitacolo verso l’alto, rendendo ancora più compatto l’ingombro della vettura e consentendo di <strong>parcheggiare quasi “in verticale”, in uno spazio di soli 1,5 mt di lunghezza</strong>. Questa manovra sarebbe impossibile per qualsiasi auto in commercio, ma, nel caso di Hiriko, la rimozione di parti di vettura tradizionali come il cambio, le trasmissioni e il motore a benzina (il motore elettrico è sistemato al centro della vettura) ha permesso ai progettisti del MIT di farla “ripiegare” su se stessa.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-15054" title="Hiriko2" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Hiriko2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ma Hiriko è molto di più di un’auto ecologica. Durante la presentazione del prototipo, il presidente della Commissione Europea, Barroso, nel suo discorso ha sottolineato come il modello di <strong>mobilità sostenibile</strong> offerto da Hiriko sia un <strong>importante esempio di “innovazione sociale” europea. </strong>La peculiarità del progetto, infatti, è data dal fatto che le città che decideranno di adottare Hiriko per i mezzi di servizio o per il car-sharing, saranno anche autorizzate a produrla in loco, attraverso il know how fornito dal Consorzio e dal MIT. Ogni città  potrà replicare il modello di Vitoria-Gasteiz e <strong>realizzare un sito locale per l’assemblaggio della city-car, creando così nuovi posti di lavoro</strong>. <em>“L’innovazione sociale è questo: è per le persone e con le persone”, </em>ha detto Barroso, <em>“Non è altro che la nostra capacità di creare il futuro che desideriamo. E’ fatta di solidarietà e di responsabilità”.</em></p>
<p>A Vitoria-Gasteiz, la città basca sede del Consorzio, è già partita la produzione delle prime venti Hiriko, e a Malmö, in Svezia, il nuovo impianto di assemblaggio è previsto in un quartiere abitato da rifugiati iracheni e darà lavoro ad una trentina di famiglie.<strong> </strong><em>“Hiriko<em> non è solo un progetto industriale e tecnologico di altissimo livello</em></em>“, ha sottolineato Jesús Echave, presidente del Consorzio (nella foto sopra, insieme a Barroso) <em>“<strong>Hiriko <em>offre soluzioni in termini di</em></strong><em> </em><strong>occupazione</strong></em><em>, </em><strong><em>mobilità urbana, cooperazione tra imprese</em></strong><em> <strong>e </strong></em><strong><em>sostegno ai gruppi sociali svantaggiati</em></strong><em>.</em><em> In </em><em>Hiriko <em>applichiamo il concetto di </em>“innovazione sociale” ad un prodotto essenziale per compiere il grande passo che stanno facendo le “città intelligenti” e le “regioni intelligenti” in termini di mobilità</em>“.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15055" title="Hiriko4" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Hiriko4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Hiriko è un concetto inedito di mobilità urbana, che permette di spostarsi in città in modo più semplice, più sostenibile e più “intelligente”, tanto che <strong>Barroso l’ha identificata come</strong> <strong><em>“una risposta alla crisi</em>” </strong>e come la soluzione ideale al disegno della Commissione Europea di vietare le auto a benzina nei centri urbani. Molte “città intelligenti” (o “smart cities”), europee e non, hanno già aderito al progetto Hiriko (Berlino, Barcellona, San Francisco, Hong Kong, Quito), mentre sono in corso trattative a Parigi, Londra, Amsterdam, Ginevra, Boston, Dubai, Abu Dhabi e nella stessa Bruxelles &#8211; dove si prevede la produzione di un centinaio di Hiriko da utilizzarsi tra la stazione del TGV, l’aeroporto e il quartiere delle istituzioni europee.</p>
<p>Per il momento, la mini-car “pieghevole” non è sul mercato, ma secondo il Consorzio, dal 2013 in Spagna dovrebbe iniziare la produzione in serie di Hiriko (l’obiettivo del Consorzio è raggiungere la produzione di 9.000 esemplari all’anno, a partire dal 2015) e, quindi, anche<strong> </strong>la <strong>vendita ai privati, ad un prezzo stimato di circa 12.500 euro. </strong>Un prezzo, forse, un po’ alto per una city-car, ma controbilanciato dagli indubbi vantaggi: emissioni zero, maneggevolezza e facilità di parcheggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/10/04/auto-elettriche-parla-italiano-il-progetto-che-ha-conquistato-parigi/">Auto elettriche: parla italiano il progetto che ha conquistato Parigi</a>     </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Presidenza UE: la Danimarca punta sulla “green economy”</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/ambiente/2012/01/24/presidenza-ue-la-danimarca-punta-sulla-green-economy/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 06:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tecnologie verdi e innovazione sostenibile: ecco i 2 punti-chiave del programma presentato dalla nuova presidenza di turno dell'UE assunta dalla Danimarca, che ha scelto di investire su “green economy”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14866" title="IdaAuken1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/IdaAuken1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La nuova presidenza di turno dell’Unione Europea &#8211; che è stata formalmente assunta dalla Danimarca in questi giorni e che scadrà il prossimo 30 giugno 2012 &#8211; sarà caratterizzata dall’<strong>incentivazione delle tecnologie verdi e dell’innovazione sostenibile</strong>. Sono questi i due punti-chiave del programma che la Danimarca ha presentato a Bruxelles e che intende realizzare nei prossimi sei mesi.<span id="more-14865"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’incentivazione della “green economy” non è nuova per la Danimarca, che ormai da anni ha fatto dell’espressione “innovazione verde” una parola d’ordine all’interno del proprio territorio. In occasione della presentazione del programma della nuova presidenza UE, Ida Auken, Ministro dell’Ambiente danese (nella foto), ha dichiarato :<em>&#8220;Se vogliamo mettere le finanze europee su una rotta sostenibile</em>, <em>dobbiamo sviluppare un nuovo approccio verde: usare le tecnologie verdi e l&#8217;innovazione sostenibile per rilanciare l&#8217;economia. E&#8217; importante sottolineare che siamo in un periodo di crisi &#8211; </em>ha aggiunto <em>- e che sono tempi duri per l&#8217;Europa, ma è altrettanto importante ricordare che <strong>non esiste solo una crisi finanziaria ed economica, ma anche una grave crisi ambientale e climatica&#8221;.</strong></em></p>
<p>Per quanto riguarda il continuo rialzo dei prezzi delle materie prime, Auken ha sottolineato che si tratta <em>&#8220;di due crisi interconnesse&#8221;</em> e che <em>&#8220;una delle ragioni della crisi economica è che la produzione è condizionata dalla crisi delle risorse&#8221;.</em> Pertanto, per sostenere la crescita verde dell&#8217;UE, la Danimarca intende lanciare una nuova strategia trasversale che interesserà più settori contemporaneamente (energia, agricoltura, trasporti, clima, ambiente e tecnologie) e che avrà come obiettivo un <strong>taglio delle emissioni di CO2 in Europa pari ad una percentuale compresa tra 80% e il 95% entro il 2050</strong>.</p>
<p>Un’altra scelta-chiave e strategica della presidenza danese è quella di incentivare il risparmio sulla bolletta energetica.<em> &#8220;Ogni euro speso per l&#8217;efficienza energetica</em> &#8211; ha aggiunto Martin Lidegaard, Ministro danese per l&#8217;Energia &#8211; <strong><em>andrà in occupazione e sarà un investimento per il futuro dell&#8217;Europa stessa.</em></strong><em> Gli euro spesi per importare petrolio, invece, andranno fuori dall&#8217;UE&#8221;.</em></p>
<p>La parola d&#8217;ordine della nuova presidenza UE è “sostenibilità”<strong> </strong>su tutti i fronti. Oltre all’energia, altre aree sono destinate, nelle intenzioni della Danimarca, a diventare sempre più sostenibili: dall’agricoltura alla pesca, dai trasporti alla chimica. Si tratta, quindi, di un programma che fa ben sperare per il futuro dell’Europa, sia a breve che a lungo termine, e che è perfettamente in linea con la proclamazione del 2012 quale “Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile” da parte delle Nazioni Unite.<br />
Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2012/01/04/2012-anno-internazionale-dell%e2%80%99energia-sostenibile/">2012: Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Rifiuti: con le leggi UE si risparmia e si guadagna</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/ambiente/2012/01/23/rifiuti-seguendo-le-leggi-ue-si-risparmia-e-si-guadagna/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 05:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Fragale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca & società]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarebbe sufficiente seguire alla lettera la normativa europea in materia di rifiuti per ridurre gli sprechi e incrementare in modo decisivo la ricchezza degli Stati, creando al tempo stesso nuovi posti di lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-14828" title="rifiuti_raccolta_differenziata_differenziare_rifiuti_raccolta_rifiuti_differenziata_piano_rifiuti_4" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/rifiuti_raccolta_differenziata_differenziare_rifiuti_raccolta_rifiuti_differenziata_piano_rifiuti_41-300x300.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sarebbe sufficiente seguire alla lettera la normativa europea in materia di rifiuti per ridurre gli sprechi e incrementare in modo decisivo la ricchezza degli Stati, creando al tempo stesso nuovi posti di lavoro. Un recente studio condotto dalla Commissione Europea parla chiaro: se gli stati membri dell’Unione seguissero le direttive comunitarie, i risultati influirebbero positivamente sull’economia, oltre che sulla qualità di vita dei cittadini europei.<span id="more-14808"></span></p>
<p>Detto in parole povere: <strong>il risparmio complessivo ammonterebbe a 72 miliardi di euro, e andrebbe ad aumentare di circa 42 miliardi di euro il fatturato del settore che si occupa dei rifiuti e del loro smaltimento. </strong>Inoltre, l’osservazione scrupolosa della legislazione europea consentirebbe anche di creare <strong>400mila nuovi posti di lavoro entro il 2020</strong>: un vantaggio non da poco in un periodo in cui la disoccupazione costituisce un problema di primaria importanza.</p>
<p>Tuttavia, la questione va considerata anche in altri termini, cioè con una certa lungimiranza: <strong>non concentrandosi cioè, tanto sui vantaggi più immediati, quanto sulla situazione mondiale a lungo termine</strong>. Le principali problematiche sono due: l’accumulo di rifiuti e il progressivo esaurirsi delle risorse. Per quanto riguarda il primo problema, i dati sono schiaccianti: ragionando a livello europeo, le 16 tonnellate di materiali di vario tipo utilizzate da ogni persona, generano circa 6 tonnellate di rifiuti di cui, allo stato attuale, ne vengono riciclate solo 3.</p>
<p>Anche per quanto concerne la seconda problematica, la situazione è tutt’altro che rosea: l’attuale incremento demografico lascia presupporre che, da qui al 2050, la domanda di alimenti e fibre aumenterà del 70% in un contesto globale nel quale oltre il 60% degli ecosistemi esistenti risulta troppo sfruttato per rispondere alle aspettative. Non si tratta di fantascienza, ma del nostro prossimo futuro. Alla luce di questi fattori, è facile capire come <strong>seguire le direttive europee sia d’interesse comune</strong>, ben al di là dei vantaggi più immediati.</p>
<p>In questo senso, l’Unione Europea e gli stati membri, stanno lavorando (o meglio, cooperando) per <strong>cambiare lo scenario futuro</strong>: lo ha dimostrato l’ultima edizione della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, che ha avuto un tasso di partecipazione e di coinvolgimento decisamente elevato. Di non minore importanza sono i risultati conseguiti dagli stati europei in tema di <strong>riciclo e raccolta differenziata</strong>, e questo non solo per quanto riguarda stati come la Germania, che già otto anni fa (nel 2004) si attestava al 56% in fatto di riciclo, ma anche per quanto concerne l’Italia.</p>
<p>Parlando di raccolta differenziata, infatti, il nostro Paese – negli ultimi anni – ha fatto passi da gigante. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono tanto i capoluoghi di provincia a fare da sprone: al sud, nel 2011, <strong>Salerno</strong> ha superato di gran lunga molte città dell’Italia settentrionale, aggiudicandosi l’Oscar Verde di Legambiente; al nord, <strong>Ponte delle Alpi</strong> – piccolo comune della provincia di Belluno – si è qualificato <strong>il comune più riciclone d’Italia, raggiungendo una percentuale di differenziata dell’86,4%.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
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		<title>2012: Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, ha ufficialmente proclamato il 2012 “Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile per tutti”, tappa fondamentale per il raggiungimento dell’accesso universale all’energia pulita, rinnovabile, a prezzi equi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14375" title="IYSEFA1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/IYSEFA1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite ha proclamato ufficialmente il 2012 “Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti”. Il lancio dell&#8217;iniziativa avrà luogo ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) in occasione del “World Future Energy Summit” (Vertice Mondiale sul Futuro Energetico) che si svolgerà dal 16 al 18 gennaio 2012. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo l’importanza fondamentale dell’accesso universale all’energia per lo sviluppo sostenibile del pianeta<span id="more-14371"></span>, aveva già designato l’anno in corso quale  <a title='Original Link: http://www.sustainableenergyforall.org/about/international-year-of-sustainable-energy-for-all'  href="http://www.buonenotizie.it/?Gr19hacB" target="_blank">“Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile per tutti”</a>  sin dal dicembre 2010 con la Risoluzione 65/151.</p>
<p style="text-align: left;">La <a title='Original Link: http://www.onuitalia.it/images/stories/Risoluzione.pdf'  href="http://www.buonenotizie.it/?3tMSWm1f" target="_blank">Risoluzione 65/151</a>  sottolinea come l’Anno Internazionale dedicato alle energie rinnovabili, pulite e a prezzi equi per tutti costituisca un’opportunità preziosa e unica per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale<em> “sull’importanza di affrontare i temi legati all’energia, compresi l’accesso universale a servizi energetici moderni e a prezzi equi per tutti, all’efficienza energetica, nonché alle fonti e all’utilizzo di energie rinnovabili</em>” a livello locale, nazionale, regionale e internazionale.</p>
<p>L&#8217;ONU spiega che l’energia “sostenibile” è<strong> <em>“l’energia prodotta ed utilizzata in modo tale da poter sostenere lo sviluppo umano a lungo termine in tutti suoi aspetti sociali, economici e ambientali”. </em></strong>Mentre per “accesso universale all’energia” si intende l’accessibilità fisica a sevizi energetici moderni (compreso, ad esempio, l’utilizzo di forni per cucinare efficienti e sicuri) che garantiscano la soddisfazione dei bisogni primari a prezzi accessibili a tutti. Questi servizi energetici moderni devono essere <strong>affidabili, sostenibili e, dove sia fattibile, prodotti da fonti rinnovabili.</strong> Inoltre, “accessibile” significa che <strong>per l’utente finale il costo dell’energia sostenibile deve essere compatibile con il suo reddito</strong> e non deve essere in alcun caso superiore al prezzo che pagherebbe per l’energia da fonti tradizionali e inquinanti. L’accesso universale all’energia, infatti, non è importante solo per l’alimentazione, ma anche per tutte le attività che possono generare un reddito sostenibile e, quindi, possibilità di sostentamento a lungo termine.</p>
<p>Oggi, secondo le Nazioni Unite, 1,4 miliardi di persone non hanno ancora la possibilità di accedere alle fonti energetiche rinnovabili e ben 3 miliardi di persone utilizzano ancora “fonti tradizionali” e carbone come principali combustibili. Eppure <em>“l’obiettivo dell’accesso universale all’energia sostenibile <strong>può essere raggiunto formalmente entro il 2030. Investendo solo il 3% delle spese globali destinate all’energia per i prossimi 20 anni, l’accesso universale all’energia sarà assicurato”.</strong></em></p>
<p>Ban Ki-moon, insieme a UN-Energy (Agenzia delle Nazioni Unite per l’Energia) e United Nations Foundation, sta coordinando l’iniziativa globale chiamata  <a title='Original Link: http://sustainableenergyforall.org/'  href="http://www.buonenotizie.it/?3J1fzYKu" target="_blank">“Sustainable Energy for All”</a>  che coinvolgerà &#8211; durante tutto il 2012 &#8211; i governi, la società civile e il settore privato affinché si raggiungano<strong> tre obiettivi fondamentali entro il 2030</strong>:<br />
1. garantire l&#8217;accesso universale a servizi energetici moderni;<br />
2. raddoppiare il tasso di incremento dell&#8217;efficienza energetica;<br />
3. raddoppiare la percentuale di energie rinnovabili all’interno del mix energetico globale.</p>
<p>La Risoluzione 65/151 afferma, infine, che &#8220;<em>nei paesi in via di sviluppo l’accesso a servizi energetici moderni a prezzi accessibili è essenziale per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio e per lo sviluppo sostenibile.&#8221;</em> L’energia pulita e universalmente accessibile è al servizio di tutti gli 8 <a title='Original Link: http://www.un.org/millenniumgoals/'  href="http://www.buonenotizie.it/?d4ZDZrpv" target="_blank">“Obiettivi di Sviluppo del Millennio”</a>  perché è essenziale:</p>
<p>1. per aumentare la produttività agricola;2. per poter studiare;<br />
3. per alleviare le fatiche di donne e bambine;<br />
4. per salvare la vita ai bambini;<br />
5. per fare progressi in campo medico e nell’assistenza sanitaria;<br />
6. ai medici per curare le persone;<br />
7. per rendere le comunità indipendenti;<br />
8. per costruire ponti verso il futuro.</p>
<p>Perciò, l’impossibilità di usufruire di un’energia pulita, accessibile ed affidabile impedisce di fatto qualsiasi sviluppo umano, sociale ed economico. Per questo l’ONU <em>“riconosce <strong>l’importanza dell’accesso universale all’energia sostenibile per il benessere dell’umanità, per il futuro dell’economia a livello globale e per la salvaguardia del nostro pianeta”.</strong></em></p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/13/venezia-energia-pulita-dalle-onde-del-mare-e-della-laguna/" target="_blank">Venezia: energia pulita dalle onde del mare e della laguna</a>    <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/09/21/fotovoltaico-italia-prima-al-mondo-per-nuove-installazioni/" target="_blank">Fotovoltaico: Italia prima al mondo per nuove installazioni</a></p>
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		<title>Dalle olive, pannelli ecologici riciclabili all’infinito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 17:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia & innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un imprenditore calabrese, utilizzando una tecnologia innovativa e unica al mondo, produce pannelli ecologici simili al legno, ma molto più resistenti, privi di sostanze nocive e riciclabili all’infinito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14218" title="Olive" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Olive-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />A Polistena, nella Piana di Gioia Tauro e alle pendici dell’Aspromonte, esiste <strong>una realtà imprenditoriale all’avanguardia a livello internazionale</strong>, che riutilizza la sansa esausta &#8211; cioè il sottoprodotto del processo di estrazione dell’olio di oliva, composto dai residui di polpa, bucce e frammenti del nocciolino delle olive &#8211; per produrre pannelli per pavimentazioni interne e esterne. Questi pannelli ecologici sono molto simili a quelli in legno o ai laminati, dal punto di vista estetico, ma sono molto più <span id="more-14215"></span>resistenti e impermeabili, <strong>non contengono sostanze nocive e sono riciclabili all’infinito</strong> e possono essere utilizzati per arredi urbani e scolastici, percorsi pedonali, soppalchi, strutture balneari, allestimenti fieristici, pianali di container e di veicoli industriali.</p>
<p>La Calabria trabocca di sansa esausta: solo nella Piana se ne producono, ogni anno, circa due milioni e mezzo di quintali, ma di solito viene utilizzata al posto dei pellet nelle stufe oppure per produrre un olio a basso prezzo e senza alcuna qualità. <strong>L’idea di usare la sansa esausta in modo innovativo nasce sin dal 1994</strong> <strong>grazie ad un’intuizione di Domenico Cristofaro</strong>, “geometra-imprenditore”, come lui stesso ama definirsi, che provò a mescolarla con il prolipropilene (vergine o riciclato, come gli scarti della lavorazione dei pannolini per bambini e i vasetti di yogurt vuoti). Dopo anni di ricerca e sviluppo, passati mettere a punto la miscela più adatta, nel 2000 il progetto di Cristofaro diventa realtà e nasce <a title='Original Link: http://www.ecoplan.it/home.html '  href="http://www.buonenotizie.it/?et2xwEY0" target="_blank">ECOPLAN</a> . La linea di produzione dei pannelli ecologici viene definitivamente messa a punto nel 2007 e, oggi, l’azienda sta raccogliendo <strong>le prime soddisfazioni e </strong>riconoscimenti importanti (come <a title='Original Link: http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/festambiente-l-viii-edizione-del-premio-ambiente-e-legalita-di-libera-e-legambi'  href="http://www.buonenotizie.it/?pJzWT_zF" target="_blank">il premio di Legambiente e Libera</a> ).</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-14219" title="Ecomat1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Ecomat1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La miscela, brevettata e battezzata &#8220;ECOMAT&#8221;, non contiene alcuni tipo di colla, perciò non emette formaldeide, né sostanze potenzialmente cancerogene o nocive<strong> </strong>per la salute. I pannelli sono molto più resistenti del legno agli agenti atmosferici e chimici, per realizzarli non viene abbattuto un solo albero e sono riciclabili all’infinito. Ecoplan, infatti,<strong> ritira e ricicla tutti i suoi prodotti alla fine del ciclo di vita</strong>, raggiungendo due obiettivi importanti: abbattere i costi di acquisto di materie “prime” e “seconde” ed evitare ai propri clienti i problemi legati allo smaltimento. Ma l’elemento chiave di tutto sta nel raffreddamento degli impianti, che avviene a ciclo chiuso: questo significa che <strong>non ci</strong> <strong>sono acque reflue</strong> <strong>di produzione</strong> e che tutti gli scarti di produzione vengono macinati e re-immessi nel ciclo produttivo, cioè, in pratica,<strong> per la produzione dei pannelli </strong><strong>non viene generato alcun tipo di rifiuto</strong>.</p>
<p>Oggi i pannelli al 100% ecologici di Ecoplan invadono i mercati del nord Italia e internazionali e suscitano l’interesse dei produttori di laminati di mezzo mondo<strong>, </strong>mentre al sud vengono utilizzati soltanto da qualche comune, per la pavimentazione dei lidi nelle spiagge.  Cristofaro persegue fermamente la via della legalità e della trasparenza e, pur conoscendo bene i rischi per gli imprenditori locali, <strong>ha scelto di restare nella sua regione. </strong>Amico di don Pino de Masi, l’imprenditore dichiara che la criminalità organizzata, <em>&#8220;non si è fatta vedere, ancora, forse perché è un settore ad alta tecnologia che, per ora, non produce ricchezza. Ma <em>qualora scegliessero di bussare, troveranno una risposta decisa; non bisogna cedere mai all’arroganza. </em>Ribellarsi alla criminalità paga, sia da un punto di vista morale che economico</em>”.</p>
<p><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14220" title="Ecomat5" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Ecomat5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8220;Questa, oltre ad essere una missione imprenditoriale, è anche <strong>una missione sociale, etica, responsabile, stimolatrice”</strong></em>. Cristofaro spiega le ragioni che lo spingono a non andarsene dalla Calabria: <em>&#8220;La volontà di uscire fuori dai soliti schemi assistenzialistici, la voglia di dimostrare a se stessi e al territorio di poter fare qualcosa di diverso e l’idea di creare ricchezza e sviluppo con l’auto-imprenditorialità&#8221;. </em>A partire dalla sansa esausta delle olive, tutto il suo lavoro è legato a questo territorio, del quale vuole sfruttare in maniera positiva, peculiarità e caratteristiche, perché <em>“nulla avrebbe potuto esistere fuori dalla Calabria, questo è fuori discussione&#8221;.</em></p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/misc/2011/11/19/le-donne-coraggiose-di-lamezia-terme/">Le donne coraggiose di Lamezia Terme</a>    <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/18/settimana-europea-per-la-riduzione-dei-rifiuti-record-italiano/">Record italiano per la settimana europea per la riduzione dei rifiuti</a></p>
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		</item>
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		<title>Lavoro, il futuro è rosa. Anzi no, verde.</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/12/13/lavoro-il-futuro-e-rosa-anzi-no-verde/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 06:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Berardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green & ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il lavoro che c'è: il 38% delle assunzioni previste dalle aziende nel 2011 sono state legate alla sostenibilità e all'ambiente, secondo i dati di Uniocamere. E il trend è in crescita. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13945" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Green-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Oltre 227 mila assunzioni programmate nel 2011 legate a sostenibilità ed ambiente</strong>, molte delle quali con <strong>contratti stabili e duraturi</strong>. Sono i “green jobs” i lavori del futuro, secondo quanto svelato dai dati Unioncamere - l&#8217;Unione Italiana delle Camere di Commercio &#8211; presentati a Verona in occasione della fiera Job&amp;Orienta. <span id="more-13944"></span>Perché se l’ambiente è fonte di vita, ora è anche un’occasione concreta di occupazione per migliaia di giovani.</p>
<p>Green economy come occasione di rilancio per la nostra nazione, come idea di impresa e, soprattutto, come mezzo per creare<strong> nuove opportunità di lavoro per i più giovani</strong>: sono questi i dati che emergono dal rapporto Unioncamere. Dati che ben si sposano con quanto emerso, lo scorso novembre, da un’ulteriore indagine, il <a title='Original Link: http://www.unioncamere.gov.it/download/1257.html'  href="http://www.buonenotizie.it/?RXNAVLVC" target="_blank">Rapporto GreenItaly</a>, curato sempre da Unioncamere e <a title='Original Link: http://www.symbola.net/home'  href="http://www.buonenotizie.it/?SCYwxIaC" target="_blank">Symbola</a>.</p>
<p>Esiste un &#8220;cuore verde&#8221; nel nostro Paese, che sta sempre di più coinvolgendo anche le imprese: <strong>circa il 23,9% delle aziende italiane ha investito o investirà in prodotti e tecnologie verdi</strong>.  Il dato interessante è che la “rivoluzione green” non sta interessando solo i comparti legati all’ambiente, ma anche quelli più tradizionali.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/12/13/lavoro-il-futuro-e-rosa-anzi-no-verde/attachment/diapositiva1-7/" rel="attachment wp-att-13960"><img class="aligncenter size-full wp-image-13960" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Diapositiva16.jpg" alt="" width="538" height="403" /></a></p>
<p>Con un ulteriore <strong>dato positivo</strong>: le prime dieci posizioni della classifica regionale per diffusione delle imprese che investono in tecnologie green sono occupate equamente da <strong>cinque regioni settentrionali e cinque meridionali.</strong></p>
<p>Proprio questo nuovo modo di fare impresa prevede anche l’utilizzo di figure professionali capaci di trainare le industrie italiane in questo campo innovativo.  <strong>Ma quali sono i profili considerati &#8220;introvabili&#8221; per il settore green?</strong> Unioncamere segnala i seguenti profili: l’auditore esperto in emissioni di gas serra in atmosfera, il tecnico superiore per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell’industria del mobile, lo statistico ambientale, l’ingegnere dell’emergenza, il progettista di architetture sostenibili e l’esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali.</p>
<p><strong>La ricerca di questi profili professionali specializzati rischia di rimanere insoddisfatta per circa il 15% del fabbisogno</strong> delle aziende. La causa, sempre secondo i dati Unioncamere, è da ascriversi ad un’inadeguata preparazione dei candidati, a cui però, il nostro sistema scolastico sta ponendo rimedio. Sono sempre di più i corsi di laurea, master, dottorati di ricerca che pongono sostenibilità e ambiente in primo piano. <strong>Solo nell’anno 2011/2012 sono stati attivati 193 corsi di laurea nel settore &#8220;green&#8221;</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Parigi: 7 nuovi ettari di verde pensile entro il 2020</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/12/09/parigi-7-ettari-di-verde-pensile-entro-il-2020/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 06:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Fragale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<category><![CDATA[Plan Biodiversité]]></category>
		<category><![CDATA[verde pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle più importanti capitali europee ha scelto di firmare con il colore verde il programma delle sue trasformazioni future, chiaro segno di come stiano cambiando i concetti di città e di modernità. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13866" title="torreeiffelverde" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/torreeiffelverde-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La capitale francese ha detto sì al “Plan Biodiversité”: un piano d’azione che prevede un aumento esponenziale (e ragionato) degli spazi verdi interni ed esterni alla città. <span id="more-13865"></span>Nel corso dei prossimi nove anni, <strong>i <em>“tetti verdi” della Ville Lumière verranno più che raddoppiati</em></strong><em>, con notevoli vantaggi che andranno</em> – ha dichiarato Fabienne Giboudeaux, incaricata del Progetto Ambiente – “<em>dal miglioramento dell’isolamento termico degli edifici alla riduzione delle emissioni nocive, fino all’abbassamento della temperatura globale e all’incremento della biodiversità negli spazi urbani</em><em>.</em>”</p>
<p>La deliberazione del comune parigino si colloca all’interno di un’inversione di rotta globale: le prime linee del <a title='Original Link: http://www.paris.fr/paris/Portal.lut?page_id=5777&amp;document_type_id=7&amp;document_id=108490&amp;portlet_id=12645'  href="http://www.buonenotizie.it/?m3dtoWp4" target="_blank">“Plan Biodiversité” </a> hanno iniziato ad essere abbozzate nel 2010, anno con cui l’ONU ha inaugurato il Decennio della Biodiversità (2011-2020). Parigi è stata una delle prime città ad aver tradotto l’<em>input </em>in un piano d’azione tempestivo, che prevede tre obiettivi principali: incrementare gli spazi verdi cittadini e non, con <strong>particolare cura della rete fluviale</strong> (la Senna e i canali parigini); mettere il tema della biodiversità all’ordine del giorno dell’azione municipale e istituire un <strong>Osservatorio Parigino della Biodiversità</strong> avente il compito di informare e sensibilizzare i cittadini rispetto a questa importante tematica.</p>
<p>Entro il 2012 la Municipalità parigina fornirà agli esperti (con cui agirà in perfetta sinergia) una particolareggiata cartografia degli spazi urbani e suburbani; sarà –presumibilmente – a partire dal 2014 che il piano inizierà ad essere applicato a livello estensivo nei vari <em>arrondissements</em>. Si tratterà, in parole povere, di un colossale e verdissimo <em>restyling</em>, dal quale il volto della capitale francese uscirà rinnovato: ai circa 3,7 ettari di tetti verdi già esistenti (finanziati e creati nel 2005) si aggiungeranno<strong>7 nuovi ettari di verde, tra i quali sono previsti almeno 15 nuovi giardini pensili. </strong>La vegetazione del Bois de Vincennes e del Bois de Boulogne (giganteschi polmoni verdi al limite della città) verrà incrementata ed ulteriormente diversificata e, allo stesso tempo, verrà favorita la continuità fra la città e la sua proliferante <em>banlieu </em>attraverso la <strong>creazione di una vera e propria “cintura verde”.</strong></p>
<p>La decisione del comune di Parigi marca un importante inversione di rotta a livello globale: il fatto che una delle più importanti capitali europee abbia scelto di firmare con il colore verde il programma delle sue trasformazioni future, mostra chiaramente come stiano cambiando &#8211; in modo graduale, ma costante &#8211; i concetti di città e di modernità. <strong>La metropoli del futuro</strong>, quindi, non si configura più come una grigia ed inospitale distesa di cemento (basti pensare agli apocalittici scenari nel cinema fantascientifico), ma come un creativo, e rispettoso, campo di <strong>interazione fra l’uomo e l’ambiente che lo circonda</strong>.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/11/la-torre-eiffel-diventa-sostenibile-e-piu-accessibile/"> La Tour Eiffel diventa sostenibile e più accessibile</a>    <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/10/21/francia-addio-cassonetti-rifiuti-aspirati-sotto-terra/">Francia: addio cassonetti, rifiuti aspirati sotto terra</a>    </p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Capannori (Lucca): meno rifiuti produci, meno paghi</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/12/01/capannori-lucca-meno-rifiuti-produci-meno-paghi/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 06:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca & società]]></category>
		<category><![CDATA[Green & ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[TIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel comune di Capannori (Lucca) - il primo in Italia ad aver adottato la strategia “Rifiuti Zero” - è in arrivo un progetto sperimentale finalizzato ad incentivare ulteriormente la raccolta differenziata, nel quale i cittadini che producono meno rifiuti vengono premiati con uno sconto sulla tariffa ambientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13744" title="Capannori 1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Capannori-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il comune di Capannori (Lucca), il primo in Italia ad aver aderito alla strategia “Rifiuti Zero”, dal prossimo 2 gennaio 2012 sperimenterà la TIA “puntuale”, cioè la “Tariffa di Igiene Ambientale” inversamente proporzionale ai rifiuti non differenziabili (e, di conseguenza, non riciclabili o recuperabili) prodotti dai residenti. In pratica, i residenti che produrranno meno rifiuti, saranno premiati con uno sconto sulla “Tariffa di Igiene Ambientale”.</p>
<p>Come si legge in un recente <a title='Original Link: http://www.comune.capannori.lu.it/node/9973'  href="http://www.buonenotizie.it/?Ok91R4X1" target="_blank">comunicato stampa </a>del comune di Capannori, dal prossimo anno la raccolta differenziata verrà ulteriormente incentivata grazie al principio secondo il quale <em>“meno rifiuti non differenziabili produci, più è leggera la tua bolletta”. </em>Il nuovo sistema di calcolo della TIA puntuale sarà applicato in forma sperimentale in 8 frazioni di Capannori, per un totale di 1.550 utenze domestiche e 335 utenze non domestiche (bar, negozi, imprese).</p>
<p>L’introduzione della TIA puntuale non cambierà le abitudini della cittadinanza, abituata da diversi anni ad effettuare la raccolta differenziata: l’unica differenza, infatti, è che <strong>ad ogni famiglia o negozio verranno consegnati sacchetti muniti di chip</strong> RFID, che sarà personalizzato e letto, al momento del ritiro, da un apposito strumento in dotazione agli operatori di <a title='Original Link: http://www.ascit.it '  href="http://www.buonenotizie.it/?Ksffsq5m" target="_blank">ASCIT Servizi Ambientali SpA </a>, che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti a livello locale.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-13749" title="Rifiuti Zero" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Rifiuti-Zero-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Se gli utenti conferiranno i rifiuti non differenziabili una sola volta a settimana, anziché due, si vedranno applicare<strong> una riduzione sull’importo della bolletta. </strong>Oltre alla riduzione degli importi a carico di famiglie e imprese, obiettivi principali della TIA puntuale sono: incrementare la percentuale di differenziazione dei rifiuti nel comune di Capannori, e favorire l’alleggerimento dei costi e l’efficienza del servizio da parte di ASCIT<em> </em>SpA &#8211; azienda pubblica della quale sono soci 6 comuni della provincia di Lucca e di cui Capannori detiene il 49,3%.</p>
<p><em>“Si tratta di un ulteriore e importante passo avanti sulla strada dei “Rifiuti Zero entro il 2020” </em>-<em> </em>ha dichiarato Alessio Ciacci<em>, </em>assessore all’ambiente del comune di Capannori <em>- “L’inserimento della TIA puntuale avrà, infatti, risvolti molto positivi sulla diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti dai nostri cittadini, oltre a garantire <strong>un sistema tariffario più equo, perché ogni famiglia pagherà secondo quanti rifiuti indifferenziati produce</strong>&#8220;.</em></p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/18/settimana-europea-per-la-riduzione-dei-rifiuti-record-italiano/">Record italiano per la settimana europea per la riduzione dei rifiuti</a>    <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/16/tracciabilita-dei-rifiuti-la-differenziata-diventa-intelligente/">La raccolta differenziata diventa intelligente</a>    <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/10/21/francia-addio-cassonetti-rifiuti-aspirati-sotto-terra/">Francia: addio cassonetti, rifiuti aspirati sotto terra</a></p>
<img src="http://www.buonenotizie.it/?ak_action=api_record_view&id=13740&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Meno rifiuti: da Napoli arriva una risposta creativa</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/28/meno-rifiuti-da-napoli-arriva-una-risposta-creativa/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Fragale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green & ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Scientifico Labriola]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<category><![CDATA[San Vitale]]></category>

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		<description><![CDATA[A Napoli – città dove il problema rifiuti risulta quanto mai attuale e scottante – i ragazzi del Liceo Scientifico Labriola, con il patrocinio dell’associazione ASIA (Azienda Servizi Igiene Ambientale) ha scelto una modalità di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Napoli – città dove il problema rifiuti risulta quanto mai attuale e scottante – i ragazzi del Liceo Scientifico Labriola, con il patrocinio dell’associazione ASIA (Azienda Servizi Igiene Ambientale) ha scelto una modalità di partecipazione originale e creativa alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: uno spettacolo formato da <strong>divertenti <em>sketch </em>che insegnano agli spettatori a tenere comportamenti virtuosi</strong>.<span id="more-13665"></span></p>
<p>Lo spettacolo (introdotto, sul poster pubblicitario, dal monito: <em>&#8220;Ti faremo una proposta che non potrai rifiutare&#8221;</em>) ha illustrato al pubblico il tema della riduzione dei rifiuti evidenziando comportamenti errati e abitudini positive. Il risultato, è stato uno spettacolo eterogeneo, pullulante di personaggi e situazioni &#8220;tipo&#8221;: due ragazze combattono con la mole di rifiuti che infesta lo Stadio San Paolo, un figlio bamboccione e un padre prevaricatore (sul modello dei &#8220;Soliti Idioti&#8221;) discutono in un supermercato sulla necessità di fare la spesa in modo differente. Ma non solo: gli studenti della III D si sono anche cimentati in rielaborazioni <em>ad hoc </em>di canzoni, hanno presentato utili grafici informativi, e si sono esibiti in una sugosa simulazione di un&#8217;edizione speciale del TG con rappresentanti ONU dei diversi paesi (<em>sketch </em>in cui la classe ha sfruttato l&#8217;arma della propria composizione multiculturale). Le parole d&#8217;ordine sono state varietà e creatività: è questo il binomio che ha magnetizzato l&#8217;attenzione del pubblico raccogliendo intorno all&#8217;esperimento del liceo Labriola tanti consensi.</p>
<p>Qualche consiglio utile? <strong>Preferire prodotti che abbiano un imballaggio moltoridotto, comprare prodotti concentrati o “formato famiglia”, preferire prodotti con contenuto ricaricabile e imballaggi formati da un solo materiale, e ridurre al massimo il consumo dei prodotti “usa e getta”.</strong></p>
<p>Sulla pagina Facebook che pubblicizza lo spettacolo, le adesioni fioccano, i commenti sono entusiasti e il sostegno all&#8217;iniziativa è diffuso e palpabile: <em>“Che cosa fantastica nel giorno del mio compleanno!”.</em> &#8220;G<em>razie! ci saremo sicuramente &#8230; e facciamo girare!!!!!!!!! un grande piacere conoscervi in piazza San Vitale, giovani cittani-attivi ambientalisti!&#8221;. </em>Grande successo, quindi, per il Liceo Scientifico Labriola, scuola è impegnata da diversi anni nella promozione di iniziative legate alla <strong>diffusione</strong> <strong>della cultura della legalità e della cittadinanza attiva</strong> (ricordiamo che, un paio di anni fa, il Liceo organizzò un&#8217;uscita didattica al termovalorizzatore di Vienna).</p>
<p>Lo spettacolo è stato – non a caso – presentato in uno dei punti nevralgici della città partenopea: la bella piazza di Fuorigrotta che qualche mese fa, un volitivo gruppo di mamme aveva deciso di ripulire dal flagello dei rifiuti ammassati. “Piazza San Vitale pulita”, insieme a “CleaNap”, ai “Friarielli ribelli”, agli alunni del Liceo Labriola e ad altri gruppi che pullulano nella popolosa piazza virtuale di Facebook, rappresentano un vivace caleidoscopio di <strong>cittadini attivi</strong>, che si contrappongono all’immagine di una Napoli immobile e irrimediabilmente invasa da sacchi di spazzatura.</p>
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		<title>Le azioni positive della settimana europea per la riduzione dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 15:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Loredana Menghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca & società]]></category>
		<category><![CDATA[Green & ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo Sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[La “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (19-27 novembre 2011) ci ricorda che prevenire è meglio che smaltire: il miglior rifiuto è il rifiuto che non si produce!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Sono state circa 900 le azioni responsabili messe in campo questa settimana in tutta Italia da associazioni, pubblica amministrazione, imprese, scuole e cittadini per celebrare &#8211; dal 19 al 27 novembre 2011 &#8211; la “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, nata per evidenziare l’impatto dei consumi sui cambiamenti climatici.</span></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13600" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/221-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><span style="font-size: small;">L&#8217;iniziativa, promossa dal programma europeo Life+ </span><span style="font-size: small;">per sensibilizzare Istituzioni e cittadini sulle politiche adottate dall’Unione Europea in materia di rifiuti (direttiva 2008/98/CE), è sta</span><span style="font-size: small;">ta lanciata </span><span style="font-size: small;">ufficialmente ad “Ecomondo &#8211; Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile” (che si è tenuta dal 9 al 12 novembre scorsi a Rimini), nel corso del quale la Presidenza della Repubblica ha conferito il “Premio Sviluppo Sostenibile 2011” alle imprese che, coniugando qualità ambientale e competitività industriale, hanno realizzato sistemi di gestione per la riduzione dei</span><span style="font-size: small;">rifiuti, consentendo la tracciabilità dell&#8217;intero ciclo di vita. </span><span style="font-size: small;">Fra queste EcoFirenze S.r.l. &#8211; uno </span><span style="font-size: small;">stabilimento d</span><span style="font-size: small;">i riciclo degli autoveicoli in grado di <strong>recuperare fino al 95% dei materiali dei mezzi demoliti</strong>,</span><span style="font-size: small;"> fluidi e componenti pericolose comprese. </span><span style="font-size: small;">A Mengozzi S.p.a. di Forlì è andato invece il Premio Innovazione, per un piano integrato di <strong>raccolta e </strong></span><strong><span style="font-size: small;">smaltimento dei</span></strong><span style="font-size: small;"><strong>rifiuti sanitari</strong>, individuabili attraverso l´impiego di appositi contenitori muniti di codice a barre, per evitare che, una volta fuori dai reparti ospedalieri, sfuggano alle verifiche e ad una corretta</span><span style="font-size: small;">gestione</span><span style="font-size: small;">.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;apertura della Settimana era stata anticipata dal “Rapporto Nazionale sul Riutilizzo 2011”, redatto dal Centro di Ricerca Economica e Sociale di “Occhio del Riciclone”, in collaborazione con il Ministero dell&#8217;Ambiente, illustrato lo scorso 18 novembre a Roma presso la &#8220;Città dell’Altraeconomia&#8221;: 70 pagine ricche di interviste, statistiche, schede e approfondimenti che tracciano un </span><span style="font-size: small;">quadro sulle attività di un ambito &#8211; quello del riutilizzo &#8211; che <em>“va sostenuto non solo per ragioni ecologiche, ma anche per la sua strategicità economica indicato dalla Commissione Europea tra i sei mercati guida per il futuro dell’Unione”</em> ha dichiarato il Presidente di WWF Italia Stefano Leoni nel corso della presentazione. Dalla relazione emerge che, nonostante la crisi e la mancanza di una filiera strutturata del settore, <strong>il comparto riesce a garantire lavoro, rilancio economico</strong> ed integrazione, liberando le discariche dai rifiuti. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: small;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-13603" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/rete-onu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il Rapporto ha preannunciato i temi che sono stati al centro di un altro evento molto atteso dal mondo del riutilizzo: la I “Assemblea Nazionale degli Operatori dell&#8217;Usato” (O.N.U.) . Conclusasi il 22 </span><span style="font-size: small;">novembre scorso a Napoli, ha visto la costituzione formale della <strong>Rete Nazionale degli Operatori dell’Usato</strong>, un’unica grande associazione che riunisce circa 10.000 realtà legate ai mercati storici, alle cooperative, ad </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">enti</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> di solidarietà, a negozi </span></span><span style="font-size: small;">conto terzi, mercatini rom e delle pulci, fiere e negozi dell’usato, che si sono uniti per rivendicare il riconoscimento </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">del ruolo sociale e ambientale del riutilizzo e rilanciare lo sviluppo occupazionale sostenibile. </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Redatta, durante l&#8217;incontro, anche una bozza di decreti attuativi per il riesame della legge 205 sulla gestione dei rifiuti che, nonostante abbia introdotto, per la prima volta in Italia, la prospettiva di</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> politiche di filiera, di fatto da giugno attende di essere discussa:</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Chiediamo regole sostenibili, piani di prevenzione e un sistema di raccolta differenziata &#8216;porta a porta&#8217; che escluda le merci usate dallo smaltimento” </em>ha spiegato Pietro </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Luppi, Direttore del Centro di Ricerca dell&#8217;Occhio del Riciclone. </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13607" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/scuola-rosa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />All&#8217;insegna del divertimento e della creatività due azioni, infine, che hanno <strong>avvicinato i più giovani alle tematiche ambientali</strong>, entrate nella rosa dei cinque migliori progetti europei selezionati per la premiazione finale della Settimana europea, che si svolgerà a Parigi a giugno 2012. Si tratta del progetto“Prevenire l&#8217;ambiente giocando con Riciquattro”, una sorta di Gioco dell&#8217;Oca che consiste in un percorso fatto di caselle colorate, proposto agli alunni delle circa 84 scuole del VI Municipio, il più popoloso della Capitale, per insegnare ai giocatori i cinque comportamenti responsabili per rispettare il Pianeta: riciclo e raccolta differenziata, risparmio delle risorse, mobilità sostenibile, consumo critico, riduzione dei rifiuti e senso civico. </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Il secondo progetto è “L&#8217;orto delle Favole”, un orto didattico creato nella scuola materna “Giuseppe Mazzini” per conoscere le nozioni legate alla natura e al ciclo della vita, curato e coltivato proprio dai bambini, futuri protagonisti nel cambiamento dei comportamenti e delle abitudini della società.</span></span></p>
<div><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></div>
<div><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Per approfondire:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/18/settimana-europea-per-la-riduzione-dei-rifiuti-record-italiano/" target="_self">Record italiano per la settimana europea per la riduzione dei rifiuti</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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