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SLA: un enzima può curare la malattia?

Scritto da Maria Valentino – 22 ottobre 2009 – 17:57Nessun commento

Buone notizie dal fronte della cura della Slerosi Laterale amiotrofica. Pare che un enzima simile a quello utilizzato per curare gravi setticemie ha rallentato nei topi la progressione della malattia nota anche come malattia di Charcot o morbo di Lou Gehrig. Secondo uno studio pubblicato negli Stati Uniti dalla rivista on-line Journal of Clinical Investigation, a cui hanno preso parte ricercatori della facoltà di medicina dell’università di Rochester (New York), l’enzima chiamato “proteina C attivata” o drotrecogina ha permesso di rallentare la morte delle cellule nervose su topi ai quali era stata inoculata l’equivalente di una forma particolarmente aggressiva della malattia, permettendo di allungare la loro vita di circa il 25%, secondo quanto riferiscono gli autori di questa ricerca potenzialmente promettente. La “proteina C attivata” ha anche prolungato il tempo durante il quale i topi erano capaci di vivere normalmente, malgrado il fatto che mostrassero sintomi della malattia. La sostanza ha inoltre rallentato il ritmo di peggioramento dei muscoli delle persone colpite dalla Sclerosi. Benché passerà molto tempo prima che altre ricerche possano essere compiute sulle persone che soffrono della malattia, sembra che il fatto incoraggiante sia l’aver trovato proprio una proteina che ha, finalmente, un qualche effetto positivo sul morbo. Sostanza tra l’altro già usata senza problemi sull’uomo per curare la setticemia. La speranza dei ricercatori è di poter procedere a esami clinici sull’uomo entro cinque anni. Si riaccende la speranza.

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Scritto da Maria Valentino – 22 ottobre 2009 – 17:57Nessun commento

Buone notizie dal fronte della cura della Slerosi Laterale amiotrofica. Pare che un enzima simile a quello utilizzato per curare gravi setticemie ha rallentato nei topi la progressione della malattia nota anche come malattia di Charcot o morbo di Lou Gehrig. Secondo uno studio pubblicato negli Stati Uniti dalla rivista on-line Journal of Clinical Investigation, a cui hanno preso parte ricercatori della facoltà di medicina dell’università di Rochester (New York), l’enzima chiamato “proteina C attivata” o drotrecogina ha permesso di rallentare la morte delle cellule nervose su topi ai quali era stata inoculata l’equivalente di una forma particolarmente aggressiva della malattia, permettendo di allungare la loro vita di circa il 25%, secondo quanto riferiscono gli autori di questa ricerca potenzialmente promettente. La “proteina C attivata” ha anche prolungato il tempo durante il quale i topi erano capaci di vivere normalmente, malgrado il fatto che mostrassero sintomi della malattia. La sostanza ha inoltre rallentato il ritmo di peggioramento dei muscoli delle persone colpite dalla Sclerosi. Benché passerà molto tempo prima che altre ricerche possano essere compiute sulle persone che soffrono della malattia, sembra che il fatto incoraggiante sia l’aver trovato proprio una proteina che ha, finalmente, un qualche effetto positivo sul morbo. Sostanza tra l’altro già usata senza problemi sull’uomo per curare la setticemia. La speranza dei ricercatori è di poter procedere a esami clinici sull’uomo entro cinque anni. Si riaccende la speranza.

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