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Fibrillazioni e aritmie: scoperto il gene dell’elettricità cardiaca

Scritto da – 11 gennaio 2010 – 17:00 3 commenti

Buone notizie arrivano dal mondo della scienza e della salute. E’ stato scoperto infatti il gene che regola il battito cardiaco. La notizia è stata diffusa dell’equipe di scienziati britannici che sono riusciti a fare l’importantissima scoperta che apre nuovi interessanti spiragli nell’ambito delle malattie cardiache provocate dalle aritmie. Ora la speranza è che la conoscenza di quello che è stato soprannominato “gene pacemaker” faciliti la creazione di farmaci che combattano malattie cardiache ed infarti. Metà di questi, infatti, sono causati da seri problemi del ritmo cardiaco, come fibrillazioni ventricolari ed atriali. Il ritmo del cuore è controllato da segnali elettrici, che partono da un punto del cuore e attraversano l’intero muscolo. Un’equipe dell’Imperial College di Londra ha individuato il gene che controlla quei segnali e di conseguenza il battito: danni o mutazioni del gene – battezzato Scn10a – aumentano il rischio di malattie cardiache.
La conoscenza di questo gene amplierà la conoscenza dei meccanismi che regolano la frequenza del battito, e di conseguenza aiuterà a sviluppare farmaci che lo regolino meglio. In pratica è stato identificato un gene che influenza il ritmo cardiaco: e persone con diverse variazioni avranno rischi maggiori o minori di sviluppare problemi di ritmo cardiaco. Ricordiamo che le malattie legate alle aritmie sono molto comuni, purtroppo, e la fasce di popolazione più colpita è quella maschile intorno ai 50 anni. Nello studio, che ha interessato 20.000 persone, gli scienziati hanno analizzato gli elettrocardiogrammi, misurando il tempo che i segnali elettrici impiegano per raggiungere le varie parti del cuore. Hanno quindi scoperto che variazioni del Scn10a erano associate con ritmi lenti o irregolari, o con un maggior rischio di fibrillazioni. Una nuova speranza per tutti coloro che soffrono di aritmia cardiaca e di malattie ad essa collegate.

 

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3 commenti »

  • Giovanni scrive:

    Complimenti per l’articolo molto professionale e comprensibile a tutti. Dà un po’ di ottimismo a tutte quelle persone, e sono tante, che soffrono di aritmia. Se si desiderano consultare online delle guide di Medicina, Omeopatia, Fitoterapia, Medicina estetica e tanto altro, visitate il mio blog.
    Un saluto
    Giovanni

  • antonella scrive:

    sono nata con un difetto congenito;ora ho 45 anni,ho subito 2 inteventi
    per riparare un difetto interatriale.
    in seguito all’ultimo intervento ho avuto un blocco di terzo grado e,i
    medici hanno deciso di mettermi un pace maker.
    nel 2007 mi hanno cambiato il terzo pace maker ma ,nel 2009 in seguito
    ad una visita mi è stato trovato un flatter che è stato risolto con
    una ablazione e una terapia farmacologica.
    a febbraio dopo un controllo al pace maker mi hanno trovato ancora
    un flatter.
    questa volta la soluzione al è stata diversa;dopo un periodo di
    profilassi per la scoagulazione del sangue è stata praticata una
    cattura del flatter trammita il computer del pace maker più laterapia
    farmacologica che cmprende :coumadin,rytmonorm,triatece come ultimo
    della cllezionedilatrend.
    dopo aver descritto in modo un po’ grossolano la mia anamnesi appare
    chiaro che una notizia cosi per me è motivo di gioia e di speranza.

  • carlo rossi scrive:

    complimenti per l’articolo…credo che la ricerca stia facendo passi da gigante e noi dobbiamo sostenerla.

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