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	<title>Salute e benessere</title>
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		<title>Fibrillazioni ed aritmie: scoperto il gene dell’elettricità cardiaca</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 16:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Valentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone notizie arrivano dal mondo della scienza e della salute. E’ stato scoperto infatti il gene che regola il battito cardiaco. La notizia è stata diffusa dell’equipe di scienziati britannici che sono riusciti a fare l’importantissima scoperta che apre nuovi interessanti spiragli nell’ambito delle malattie cardiache provocate dalle aritmie. Ora la speranza è che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie arrivano dal mondo della scienza e della salute. E’ stato scoperto infatti il gene che regola il battito cardiaco. La notizia è stata diffusa dell’equipe di scienziati britannici che sono riusciti a fare l’importantissima scoperta che apre nuovi interessanti spiragli nell’ambito delle malattie cardiache provocate dalle aritmie. Ora la speranza è che la conoscenza di quello che è stato soprannominato “gene pacemaker” faciliti la creazione di farmaci che combattano malattie cardiache ed infarti. Metà di questi, infatti, sono causati da seri problemi del ritmo cardiaco, come fibrillazioni ventricolari ed atriali. Il ritmo del cuore è controllato da segnali elettrici, che partono da un punto del cuore e attraversano l&#8217;intero muscolo. Un&#8217;equipe dell&#8217;Imperial College di Londra ha individuato il gene che controlla quei segnali e di conseguenza il battito: danni o mutazioni del gene &#8211; battezzato Scn10a &#8211; aumentano il rischio di malattie cardiache.<br />
La conoscenza di questo gene amplierà la conoscenza dei meccanismi che regolano la frequenza del battito, e di conseguenza aiuterà a sviluppare farmaci che lo regolino meglio. In pratica è stato identificato un gene che influenza il ritmo cardiaco: e persone con diverse variazioni avranno rischi maggiori o minori di sviluppare problemi di ritmo cardiaco. Ricordiamo che le malattie legate alle aritmie sono molto comuni, purtroppo, e la fasce di popolazione più colpita è quella maschile intorno ai 50 anni. Nello studio, che ha interessato 20.000 persone, gli scienziati hanno analizzato gli elettrocardiogrammi, misurando il tempo che i segnali elettrici impiegano per raggiungere le varie parti del cuore. Hanno quindi scoperto che variazioni del Scn10a erano associate con ritmi lenti o irregolari, o con un maggior rischio di fibrillazioni. Una nuova speranza per tutti coloro che soffrono di aritmia cardiaca e di malattie ad essa collegate.</p>
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		<title>Il contrasto alla contraffazione dei farmaci è anche sul web.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale La Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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Impact Italia ha promosso “Farmaci contraffatti: evitarli è facile”, campagna di comunicazione lanciata dal Ministero del Welfare, in collaborazione con l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, il nucleo Nas dei Carabinieri e l&#8217;Agenzia Italiana del farmaco.
Nell&#8217;ambito di questo progetto è stato creato un nuovo sito web dell&#8217;ISS dedicato all&#8217;informazione sui rischi dei farmaci contraffatti prodotti e distribuiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-121" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2010/01/pillolefc.jpg" alt="pillolefc" width="220" height="155" /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Impact Italia ha promosso “Farmaci contraffatti: evitarli è facile”, campagna di comunicazione lanciata dal Ministero del Welfare, in collaborazione con l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, il nucleo Nas dei Carabinieri e l&#8217;Agenzia Italiana del farmaco.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nell&#8217;ambito di questo progetto è stato creato un nuovo sito web dell&#8217;ISS dedicato all&#8217;informazione sui rischi dei farmaci contraffatti prodotti e distribuiti attraverso canali non autorizzati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Gli obiettivi della campagna di comunicazione sono rivolti a diffondere una informazione chiara e dettagliata, scoraggiare l&#8217;acquisto dei farmaci online e nei luoghi non autorizzati (palestre, centri estetici, ecc), e a fornire strumenti di interazione tra cittadini e autorità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il sito <a href="http://www.impactitalia.gov.it/">www.impactitalia.gov.it</a> fornisce una serie di finestre interattive attraverso le quali è possibile leggere notizie aggiornate sull&#8217;argomento in questione, utilizzare i servizi di segnalazione alle autorità, domande all&#8217;esperto, ecc.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;OMS definisce contraffatto il farmaco la cui etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli sull&#8217;origine e il contenuto del prodotto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo farmaco può essere pericoloso alla salute per le alterazioni del principio attivo, degli eccipienti, per il confezionamento e la conservazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La contraffazione dei farmaci in Europa registra un preoccupante trend in salita. In Italia, secondo le stime OMS, il fenomeno è sotto lo 0.1%; il bollino ottico stampato su carta del Poligrafico di Stato, rende il rischio di contraffazione quasi nullo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il consumo dei prodotti, in modo particolare di quelli che condizionano lo stato di salute di una persona, va sempre sempre associato a una corretta informazione e ad un alto grado di responsabilità personale e collettiva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">P.L</p>
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		<title>Mangiare e non ingrassare? Da oggi potrebbe essere possibile secondo una ricerca britannica</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 09:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Valentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone notizie per chi ha problemi di linea e non vuole rinunciare ai piaceri della tavola. Un giusto mix di sostanze nutritive, in particolare proteine, nel menù è più importante per invecchiare in salute che limitarsi a &#8216;tagliare&#8217; le calorie. Anche perché quest&#8217;ultimo approccio può comportare una riduzione della fertilità. Lo suggerisce una ricerca pubblicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie per chi ha problemi di linea e non vuole rinunciare ai piaceri della tavola. Un giusto mix di sostanze nutritive, in particolare proteine, nel menù è più importante per invecchiare in salute che limitarsi a &#8216;tagliare&#8217; le calorie. Anche perché quest&#8217;ultimo approccio può comportare una riduzione della fertilità. Lo suggerisce una ricerca pubblicata sull&#8217;ultimo numero della prestigiosa rivista &#8216;Nature&#8217;. Lo studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Institute of Healthy Ageing dell&#8217;University College di Londra, ha indagato sugli effetti di restrizione calorica e dieta bilanciata nei moscerini della frutta. Gli scienziati hanno così scoperto che sia il fatto di vivere meno mangiando troppo, che il rischio di una ridotta fertilità se si assume troppo poco cibo, sono causati da uno squilibrio negli aminoacidi della dieta. Solo queste sostanze si sono rivelate cruciali per longevità e fertilità, mentre zuccheri, vitamine e lipidi hanno provocato effetti scarsi o nulli. In particolare, è un singolo aminoacido chiamato metionina ad ampliare al massimo la durata della vita, senza ridurre la fertilità degli organismi. Gli aminoacidi sono i &#8216;mattoncini della vita&#8217; che formano le basi delle proteine. Queste sono contenute in quantità in alimenti come semi di sesamo, noci brasiliane, germe di grano, pesce e carne. Benché lo studio sia stato condotto sui moscerini della frutta, l&#8217;effetto della restrizione alimentare si conserva anche nei mammiferi e nell&#8217;uomo. Dunque, secondo i ricercatori britannici, in futuro si potrebbe arrivare a ottenere tutti i benefici, in termini di salute e longevità, garantiti da un menù composto dal giusto mix di elementi nutrizionali. Ma non è tutto. Sempre su &#8216;Nature&#8217; un gruppo di ricercatori svizzeri illustra le virtù di una proteina del cervello, che ha un ruolo chiave nel regolare l&#8217;assunzione di cibo. Il team di scienziati dell&#8217;Eth di Zurigo ha scoperto, in uno studio nei topi, che metodi per potenziare i livelli di questa proteina (Foxa2), potrebbero migliorare il metabolismo e la salute generale. Foxa2, infatti, regola direttamente l&#8217;espressione di due proteine, orexina e Mch, nell&#8217;area ipotalamica laterale, quella che ospita il &#8216;centro della fame&#8217; nel cervello. I ricercatori hanno mostrato che dopo un pasto il sistema di segnalazione dell&#8217;insulina rende Foxa2 inefficace. E di conseguenza si interrompe la produzione delle due proteine &#8216;nel mirino&#8217;. Ma nei topolini geneticamente modificati, in cui Foxa2 è perennemente accesa, la produzione delle due proteine è maggiore. Così gli animali mangiano di più, si muovono di più, hanno un metabolismo accelerato. Accendere questo interruttore negli animali obesi li porta a ridurre l&#8217;indice di massa corporea e i livelli di grasso. Insomma, Foxa2 agisce come una sorta di sensore metabolico nel cervello. Capace di influire su peso, fame, alimentazione e attività fisica. Due scoperte che potranno aiutare chi ha problemi di linea.</p>
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		<title>Stop alle false etichette: test del Dna svela i cibi falsificati</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 14:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricerca condotta alla Rockefeller University insieme con esperti dell&#8217;American Museum of Natural History, e pubblicata sulla rivista Bioscience, pone le basi per una maggiore salvaguardia della salute dei consumatori, offrendo una nuova arma per sventare eventuali frodi alimentari ed assicurare al consumatore un prodotto migliore. Si tratta del “DNA barcording”, ovvero di un codice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca condotta alla Rockefeller University insieme con esperti dell&#8217;American Museum of Natural History, e pubblicata sulla rivista Bioscience, pone le basi per una maggiore salvaguardia della salute dei consumatori, offrendo una nuova arma per sventare eventuali frodi alimentari ed assicurare al consumatore un prodotto migliore. Si tratta del “DNA barcording”, ovvero di un codice a barre basato sul DNA.</p>
<p>E’ una procedura che funziona come il codice a barre usato per identificare e prezzare i prodotti al supermercato ma per l&#8217;identificazione si basa sul Dna e può svelare le frodi alimentari perché proprio attraverso test del Dna svela la reale composizione dei cibi.</p>
<p>La tecnica si basa sull&#8217;analisi di marcatori genetici tipici del Dna di un certo animale o di una certa pianta, per cui, anche se un cibo a base di carne è stato molto lavorato, il test riuscirà a dire ugualmente se si tratta di carne di un certo animale piuttosto che di un altro, perché il Dna non si rovina e resta analizzabile anche dopo la cottura.</p>
<p>I ricercatori hanno analizzato confezioni di diversi alimenti, tentando di scoprire se quanto dichiarato dall&#8217;etichetta corrispondesse all&#8217;oggetto realmente fornito: su 66 cibi campione è emerso che per 11 di essi le etichette sulle rispettive confezioni dichiarano un contenuto falso rispetto a quello reale smascherato dal test del Dna.</p>
<p>Carne di manzo spacciata per pregiata carne di cervo; un costoso formaggio di pecora che invece era fatto con normalissimo latte di mucca; e poi ancora, al posto del caviale di storione, caviale meno pregiato derivante da uova di pesce d&#8217;acqua dolce che vive nelle acque del Mississippi. Questi sono solo alcuni degli esempi più eclatanti.</p>
<p>In generale, la maggior parte delle etichette contraffatte nasconde la presenza di qualcosa di meno costoso o desiderabile dal consumatore e quindi è un &#8216;furto&#8217; per chi paga di più quel cibo. Se l&#8217;etichetta riporta ingredienti falsi, oltre al danno economico, c&#8217;è anche il rischio di allergie alimentari; inoltre persone che, per esempio per motivi religiosi, non vogliono mangiare un certo tipo di cibo (ad esempio carne bovina) sono indotte a mangiarne in modo inconsapevole.</p>
<p>”Questo rapporto – scrivono gli autori dello studio &#8211; segnala alle autorità sanitarie quanto è semplice oggi controllare e certificare l&#8217;origine dei prodotti sul mercato e impedire le frodi alimentari, proteggendo sia la salute dei consumatori sia le specie animali in via di estinzione”.</p>
<p><a href="http://newswire.rockefeller.edu/?page=engine&amp;id=1017">LINK ALLO STUDIO PUBBLICATO SUL SITO DELLA ROCKEFELLER UNIVERSITY</a><a href="http://newswire.rockefeller.edu/?page=engine&amp;id=1017"></a></p>
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		<title>Una nuova speranza per la cura del tumore al cervello</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 10:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York, guidato dal Prof. Antonio Iavarone, è stato compiuto un nuovo importante passo nella ricerca contro il cancro, che fa sperare a nuove possibilità di cura per il futuro. Per la prima volta è stata ricostruita la catena di eventi che scatena i tumori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York, guidato dal Prof. Antonio Iavarone, è stato compiuto un nuovo importante passo nella ricerca contro il cancro, che fa sperare a nuove possibilità di cura per il futuro. Per la prima volta è stata ricostruita la catena di eventi che scatena i tumori più frequenti, devastanti e incurabili del cervello: all&#8217;origine dei più aggressivi tumori del cervello, i glioblastomi, ci sono due geni.</p>
<p>La scoperta, pubblicata online sull’illustre rivista scientifica Nature, apre anche la strada alla possibilità di prevedere le recidive. «Tumori di questo tipo oggi sono incurabili perché invadono il cervello normale», dice Iavarone. Vale a dire che, anche quando si rimuove il tumore, le recidive compaiono in aree del cervello distanti rispetto a quella dalla quale si trovava il tumore. «Ecco perché &#8211; spiega &#8211; i glioblastomi sono così aggressivi e non possono essere curati».</p>
<p>Tutto è nato dalla scoperta dei due geni, chiamati C/Ebp e Stat3, responsabili dell&#8217;aggressività dei glioblastomi. Sono una sorta di ‘cupola’ del tumore perché non solo cooperano tra loro, ma attivano altri tre geni, che a loro volta mettono in movimento una rete di altri geni. Il meccanismo è stato verificato sperimentalmente nelle cellule staminali sane del cervello. In sostanza è stata ricostruita la catena di eventi all&#8217;origine del più aggressivo tumore del cervello.</p>
<p>Questa ricostruzione è stata possibile grazie a un gruppo di esperti di bioinformatica, guidato da un altro italiano, Andrea Califano, che ha individuato gli algoritmi che hanno permesso di identificare i geni. Partendo da una biblioteca di profili di espressione genica, ottenuti da 176 pazienti con tumori al cervello, i ricercatori hanno ottenuto una rete nella quale da soli cinque geni centrali si irradiano gli altri geni che “firmano” il tumore. Un’analisi molto complessa che non conosce precedenti.</p>
<p>Ulteriori ricerche hanno evidenziato, inoltre, che i due geni rendono il tumore estremamente aggressivo, tanto da portare alla morte dopo 140 settimane. Se invece i pazienti non producono i due fattori, nel 50% dei casi sopravvivono per oltre 400 settimane. Diventa quindi possibile prevedere come si evolverà la malattia. I due geni sono stati brevettati; il passo ulteriore sarà identificare le molecole capaci di interferire con essi. <strong></strong></p>
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		<title>Recente scoperta di scienziati italiani: staminali “etiche” per rigenerare organi e tessuti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel grembo della futura mamma, una preziosa riserva di cellule staminali in grado di rigenerare organi e tessuti o di curare feti malati prima che nascano: è la recente scoperta di un gruppo di ricercatori italiani, coordinato da Giuseppe Novelli, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata di Roma.
Queste cellule vengono prelevate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel grembo della futura mamma, una preziosa riserva di cellule staminali in grado di rigenerare organi e tessuti o di curare feti malati prima che nascano: è la recente scoperta di un gruppo di ricercatori italiani, coordinato da Giuseppe Novelli, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata di Roma.</p>
<p>Queste cellule vengono prelevate durante la villocentesi, un esame diagnosi prenatale, senza danneggiare l’embrione: ragion per cui possono essere definite “etiche”. Inoltre, le staminali “etiche” possono essere corrette geneticamente, quindi reimpiantate nel feto per curare un eventuale difetto genetico, prima che sia troppo tardi.</p>
<p>La villocentesi è una tecnica ormai consolidata di diagnosi prenatale che consente di prelevare un tessuto, i villi coriali (o trofoblasto) che si forma nelle prime settimane di gravidanza ed è coinvolto nell’impianto fetale, nell’adattamento immunologico della madre al feto, nella connessione vascolare con la circolazione materna, nella nutrizione del feto stesso. Gli scienziati italiani da tempo, studiando il trofoblasto da lunghi anni, sospettavano che al suo interno potesse nascondersi una fonte preziosa di staminali pluripotenti. Le hanno scoperte per la prima volta nei feti di alcune donne, battezzandole &#8220;cellule umane multipotenti derivate dal trofoblasto&#8221;.</p>
<p>Gli scienziati hanno eseguito tutti i test standard per dimostrare che queste staminali sono &#8220;pluripotenti&#8221;, cioè possono dare origine a cellule di tutti i tessuti, cellule nervose, muscolari e pancreatiche per esempio. Inoltre queste cellule, inoculate in embrioni di topo, si sono dimostrate capaci di incorporarsi in essi e formare tutti i tessuti come il cervello, il midollo osseo e il fegato.</p>
<p>In futuro queste cellule, una volta corrette, potrebbero essere reimpiantate nel feto per curare il suo difetto. “Inoltre – sostiene Giuseppe Novelli – poiché facilmente prelevabili e conservabili, un giorno si potrebbe pensare a banche ‘prenatali’, come si fa con il cordone ombelicale,  in modo che ciascuno possa disporne per future necessità ”. Potrebbero, così, essere usate per rigenerare organi e tessuti su misura di paziente.</p>
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		<title>Il defibrillatore entra nelle scuole: il cuore dei ragazzi è più al sicuro</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 08:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[La Società Italiana di cardiologia è sempre più vicina al cuore dei ragazzi. La consegna alla scuola ‘Don L. Milani’ di Montichiari (Brescia) di un defibrillatore automatico esterno ne è la conferma. E’ un gesto dal forte valore simbolico che intende portare l’attenzione verso le problematiche cardiovascolari dei giovani.
L’obiettivo della Società è di realizzare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Società Italiana di cardiologia è sempre più vicina al cuore dei ragazzi. La consegna alla scuola ‘Don L. Milani’ di Montichiari (Brescia) di un defibrillatore automatico esterno ne è la conferma. E’ un gesto dal forte valore simbolico che intende portare l’attenzione verso le problematiche cardiovascolari dei giovani.</p>
<p>L’obiettivo della Società è di realizzare un concreto percorso di prevenzione alle malattie cardiovascolari e di prevenzione della morte improvvisa, dotando via via altre istituzioni scolastiche di defibrillatori. E’ in questo spirito che è nata la campagna “Battiti per il cuore” destinata ai giovani e promossa dalla SIC e dalla Fondazione Italiana Cuore e Circolazione onlus, nell’ambito di un protocollo d’intesa con il MIUR.</p>
<p>Si è deciso di chiamare tutti sul campo per combattere le malattie cardiovascolari. Una battaglia dove ognuno è chiamato a fare la propria parte. ‘Battiti per il tuo cuore’ con la sua prima edizione punta tutto sui giovani: ‘la salute del cuore è anche un gioco da ragazzi’ recita lo slogan. Ed è a loro che sono rivolti i consigli per uno stile di vita sano e controlli mirati, con l’unico obiettivo di salvaguardare la salute del loro cuore, non solo nel presente, ma anche nel futuro quando, da anziani, si troveranno a fare i conti con gli inevitabili problemi &#8211; anche cardiovascolari &#8211; legati all’età.</p>
<p>“Un anno dedicato ai giovani. La Società Italiana di Cardiologia e la Fondazione Italiana Cuore e Circolazione onlus – dice il presidente della Fondazione Salvatore Novo &#8211; sono da sempre molto attenti alla prevenzione delle malattie cardiovascolari nei giovani. La consegna del defibrillatore alla scuola ‘Don L. Milani’ di Montichiari (Brescia) segna un passaggio importante del percorso che ci sta portando sempre più vicino al cuore dei ragazzi. Un percorso che ha avuto inizio quando la Fondazione e la SIC hanno stipulato il Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione (MIUR) che ha consentito di organizzare il progetto ‘A scuola di cuore’ con i corsi per l’addestramento alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’uso del Defibrillatore Automatico Esterno a professori e studenti dell’ultimo anno delle Scuole Secondarie di Secondo grado.</p>
<p>Grazie a questo progetto oggi ci sono ben 600 persone, in 15 regioni italiane, provenienti da 296 scuole (una di queste è proprio l’Istituto ‘Don L. Milani’), che sono in grado di intervenire tempestivamente. E moltissimi di questi sono proprio ragazzi che potranno- se necessario- salvare la vita anche ai loro coetanei.</p>
<p>L’iniziativa non si ferma qui e guarda al 2010. Il programma prevede, infatti, nuovi corsi per professori e studenti, ‘lezioni di cuore’ in teleconferenze via internet tenute da docenti universitari. C’è anche un progetto molto ambizioso, la telemedicina nelle scuole. In pratica negli Istituti Secondari di secondo grado, almeno una in ogni regione, gli studenti saranno sottoposti ad uno screening elettrocardiografico per accertare le loro condizioni di salute. Il risultato sarà trasmesso a distanza ad un Centro di lettura.</p>
<p>Per maggiori informazioni:  <a href="http://www.battitiperilcuore.it">www.battitiperilcuore.it</a></p>
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		<title>Scoperto da scienziati italiani il “tappo” che può bloccare il cancro</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Valentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Un &#8216;tappo&#8217; che promette di bloccare la crescita del cancro. E’ stato disegnato al computer grazie alla modellistica molecolare, costruendolo e sperimentandolo poi con successo su cellule tumorali di polmone, dagli scienziati dell&#8217;università Statale di Milano. La ricerca, pubblicata su &#8216;Nature Chemistry&#8217;, apre le porte allo sviluppo di nuovi farmaci anticancro a basso rischio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un &#8216;tappo&#8217; che promette di bloccare la crescita del cancro. E’ stato disegnato al computer grazie alla modellistica molecolare, costruendolo e sperimentandolo poi con successo su cellule tumorali di polmone, dagli scienziati dell&#8217;università Statale di Milano. La ricerca, pubblicata su &#8216;Nature Chemistry&#8217;, apre le porte allo sviluppo di nuovi farmaci anticancro a basso rischio di resistenza. Per questa scoperta l&#8217;ateneo ha già fatto richiesta di brevetto internazionale. La ricerca si è focalizzata sulla tubulina, una proteina fondamentale nel processo di divisione delle cellule, la cui moltiplicazione incontrollata ha a sua volta un ruolo centrale nello sviluppo dei tumori. Le molecole di tubulina si possono impilare l&#8217;una sull&#8217;altra formando lunghi filamenti che si uniscono in una sorta di tubo cavo: il microtubulo. Durante la divisione cellulare, il microtubulo svolge un compito fondamentale per distribuire i cromosomi della cellula madre fra le due cellule figlie. Stoppare la crescita del microtubulo, quindi, impedisce la proliferazione cellulare. Numerosi farmaci anticancro, ad esempio utilizzano alcuni principi attivi ricavati dalla pianta della vinca. Tuttavia, le cellule tumorali possono andare incontro a mutazioni che le rendono resistenti ai medicinali finora disponibili. I ricercatori milanesi hanno esaminato al computer la rete delle interazioni che si stabiliscono quando una molecola di tubulina si avvicina all&#8217;altra per formare il microtubulo. Hanno così scoperto che, sebbene sulla superficie della tubulina siano presenti migliaia di atomi, solo un piccolo sottoinsieme è importante per dar vita al microtubulo. Simulando il meccanismo al computer, gli scienziati hanno dunque ipotizzato che &#8216;ritagliando&#8217; questo sottoinsieme si potesse ottenere una molecola particolarmente adatta ad interagire con la tubulina. L&#8217;idea era che il frammento così prodotto potesse funzionare come una specie di &#8216;tappo molecolare&#8217;, impedendo a un&#8217;altra molecola di tubulina di impilarsi e bloccando la formazione del microtubulo. Le prove sperimentali condotte su cellule tumorali del polmone hanno effettivamente confermato questa ipotesi. In altre parole, la scoperta apre alla possibilità di mettere a punto composti antitumorali fondati su una strategia diversa rispetto a quelle conosciute. Una via che potrebbe &#8217;spiazzare&#8217; il cancro.</p>
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		<title>La lotta all&#8217;obesità infantile corre sul web</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 23:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale La Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; online il nuovo portale Coop dedicato alla corretta alimentazione dei bambini.
 
 
 
Il nuovo progetto Coop rientra nel programma  Club 4-10 ed è finalizzato alla corretta alimentazione dei bambini, in termini di prevenzione dell&#8217;obesità infantile.
“Il sito che aiuta a a nutrire il tuo bambino”, consultabile all&#8217;indirizzo www.bimbiealimentazione.e-coop.it ,si caratterizza come punto di riferimento per le famiglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">E&#8217; online il nuovo portale Coop dedicato alla corretta alimentazione dei bambini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-98" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/12/globesity.jpg" alt="globesity" width="200" height="266" /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il nuovo progetto Coop rientra nel programma  Club 4-10 ed è finalizzato alla corretta alimentazione dei bambini, in termini di prevenzione dell&#8217;obesità infantile.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“Il sito che aiuta a a nutrire il tuo bambino”, consultabile all&#8217;indirizzo <span style="color: #000080"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.bimbiealimentazione.e-coop.it/">www.bimbiealimentazione.e-coop.it</a></span></span></span> ,si caratterizza come punto di riferimento per le famiglie e le agenzie educative nell&#8217;ambito dell&#8217;alimentazione sana , dei corretti stili di vita, della prevenzione e del consumo consapevole; i contenuti editoriali sono curati dalla Sio (Società italiana obesità) e dall&#8217; Ecog (European childhood obesity group).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La rubrica “l&#8217;esperto risponde” e il forum di discussione, sono invece coordinati da Margherita Caroli, presidente Ecog, e da Andrea Vania, membro del Comitato centrale Sio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sono consultabili servizi come il Bimbometro, sistema utile per calcolare l&#8217;indice di massa corporea del bambino, fiabe, ricette, consigli sulla sfera psicologica; una sezione specifica sarà dedicata alla scuola a ai percorsi didattici educativi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Si parla di obesità infantile quando il peso del bambino supera del 20% il peso ideale, il problema riguarda fondamentalmente le società industrializzate. La Task forse internazionale contro l&#8217;obesità, prevede entro il 2010 in Europa, un bambino su 3 sovrappeso, e uno su 4 obeso; l&#8217; Italia registra la prevalenza più alta in Europa dei bambini sovrappeso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Secondo i dati Istat e Iss (Istituto superiore di sanità) aggiornati al 2000, il 4% dei bambini è obeso, e il 20% in sovrappeso. I dati aggiornati al 2003 della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) invece, riportano cifre ancora più preoccupanti: il 10% obeso e il 30% sovrappeso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il numero dei bambini obesi o in sovrappeso nelle scuole elementari è di circa 1 milione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le stime sull&#8217;obesità infantile descrivono un problema, le cui prospettive interessano la comunità in termini di salute pubblica e di spesa sanitaria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo nuovo portale online, per la completezza dei contenuti, l&#8217;intervento specialistico di professionisti e le modalità interattive, risulta essere un punto di riferimento importante per le famiglie interessate e per gli operatori del settore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">P.L</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
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		<title>Tossicodipendenza: cresce l&#8217;affido domiciliare dei farmaci sostitutivi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 21:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale La Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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Aumenta il numero dei pazienti tossicodipendenti da eroina che ricorrono all&#8217;affido terapeutico farmacologico. Il dato emerge da una ricerca Gfk-Eurisko presentata a Roma, che attraverso un campione di 100 medici che operano nei Sert (Servizi di recupero tossicodipendenze) del territorio nazionale, rivela un trend in crescita (23%) dal 2008 al 2009 di tossicodipendenti che gestiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-93" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/12/drogheNO.jpg" alt="drogheNO" width="200" height="167" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Aumenta il numero dei pazienti tossicodipendenti da eroina che ricorrono all&#8217;affido terapeutico farmacologico. Il dato emerge da una ricerca Gfk-Eurisko presentata a Roma, che attraverso un campione di 100 medici che operano nei Sert (Servizi di recupero tossicodipendenze) del territorio nazionale, rivela un trend in crescita (23%) dal 2008 al 2009 di tossicodipendenti che gestiscono la propria terapia a domicilio, passando dal 61% al 75%. Di questi, il 39,5% ritira i farmaci settimanalmente, e dimostra secondo il commento di Isabella Cecchini di Eurisko, un rafforzato rapporto di fiducia medico-paziente. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il maggiore ostacolo all&#8217;affido terapeutico domiciliare, secondo i medici intervistati, riguarda l&#8217;utilizzo improprio dei farmaci: dall&#8217;overdose, all&#8217;ingestione da parte dei minori, allo spaccio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo incoveniente sembra essere ridimensionato dall&#8217;introduzione di nuove terapie a base di buprenorfina e naloxone, associazione che viene assunta per via sublinguale, e che raramente può dare overdose. Inoltre risulta procurare effetti sgradevoli se iniettato per via endovenosa, rendendolo poco disponibile verso il mercato dello spaccio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La psicoterapeuta Gianna Schelotto, in una dichiarazione riportato dalla stampa, sottolinea “potersi curare a casa, in un contesto rassicurante, senza il controllo quotidiano degli operatori, permette al tossicodipendente di inscrivere i propri comportamenti in un quadro d&#8217;insieme nel quale agisce in sintonia con gli altri, pur restando libero dalle proprie scelte questo gli renderà più facile percepire il senso di responsabilità personale e sentirsi parte attiva di un possibile processo di cambiamento”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> In Italia, i tossicodipendenti da eroina sono circa 210 mila. Nel 2008 124 mila utenti si sono rivolti ai Sert, il 75% di questi per uso di oppioidi, l&#8217;età media 35 anni. Preoccupa l&#8217;aumento dell&#8217;uso di oppioidi, alcool e cannabis da parte dei giovani.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> Le nuove applicazioni farmacologiche evidenziano un dato dato positivo in termini di affidabilità terapeutica e di recupero psicofisico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> P.L</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
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