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	<title>Sport e motori</title>
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		<title>Un 2010 ricco di occasioni per lo sport italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 15:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo appena celebrato il 2009 e i successi che ci ha regalato lo sport italiano e siamo già alle prese col nuovo anno. Sì, perché il 2010 dell’Italia sportiva promette tante altre buone notizie.
Per i nostri atleti, si tratti di discipline olimpiche e meno, saranno moltissime le occasioni propizie per portare a casa medaglie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-122" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2010/01/2010.jpg" alt="2010" width="240" height="162" />Abbiamo appena celebrato il 2009 e i successi che ci ha regalato lo sport italiano e siamo già alle prese col nuovo anno. Sì, perché il <strong>2010</strong> dell’Italia sportiva promette tante altre buone notizie.<br />
Per i nostri atleti, si tratti di discipline olimpiche e meno, saranno moltissime le <strong>occasioni propizie</strong> per portare a casa <strong>medaglie e titoli</strong>. Anche quest’anno, poi, l’Italia <strong>ospiterà</strong> sul proprio territorio eventi di grande richiamo internazionale. Se infatti lo scorso anno eravamo stati organizzatori degli Europei di atletica leggera (Torino), dei Mondiali di nuoto (Roma) e dei Giochi del Mediterraneo (Pescara), quest’anno sarà il turno dei <strong>Mondiali di pattinaggio artistico</strong>, che si svolgeranno a Torino a fine marzo, e dei <strong>Mondiali di pallavolo maschile</strong>, in programma dal 24 settembre fino al 10 ottobre.<br />
Evento principe dell’anno, però, sono i <strong>XXI Giochi Olimpici invernali di Vancouver</strong>, in Canada, che si svolgeranno dal 12 al 28 febbraio, seguiti poi, nella stessa sede, dai X Giochi Paraolimpici invernali.<br />
Altrettanto importante (forse ancora di più se si considera il numero dei paesi coinvolti in tutto il pianeta) sarà l’evento per eccellenza del <strong>calcio</strong>, ovvero i <strong>Campionati del Mondo</strong>, in calendario dall’11 giugno all’11 luglio in Sudafrica, dove i nostri azzurri cercheranno di difendere il titolo conquistato quattro anni fa in Germania.<br />
Questi due maxi-eventi monopolizzeranno l’attenzione di tutti gli sportivi, ma non sono che la punta di un iceberg. Vanno ricordati innanzitutto gli appuntamenti internazionali con gli sport invernali che precederanno l’olimpiade di Vancouver, in particolare gli Europei di pattinaggio artistico (dal 18 al 24 gennaio) e quelli di Short Track (dal 22 al 24 gennaio). Marzo invece sarà il mese dei Mondiali Indoor di atletica leggera e del ciclismo su pista, oltre ai già citati Mondiali di pattinaggio artistico.<br />
L’estate, poi, sarà teatro di rimpianti, riscatti e (speriamo) conferme azzurre. <strong>Rimpianti</strong> quando assisteremo ai <strong>Mondiali di basket</strong> in Turchia senza poter tifare per la nostra nazionale, eliminata malamente nelle qualificazioni. Un <strong>riscatto</strong> invece potrebbe arrivare <strong>dall’atletica leggera</strong> e da Barcellona, dove dal 26 luglio al 1 agosto saranno di scena gli Europei, sperando di tornare a vedere qualche italiano sul podio. Un riscatto coi fiocchi ce lo aspettiamo anche dai <strong>nostri pallavolisti</strong>, nei già citati Mondiali di casa, e dal <strong>Settebello</strong> della pallanuoto, ultimamente a corto di successi internazionali. Le <strong>conferme</strong>, Pellegrini in testa, ce le aspettiamo invece dagli <strong>Europei di nuoto</strong>, tuffi e nuoto sincronizzato di Budapest (dal 4 al 15 agosto), come anche dalla nostra nazionale di <strong>pallavolo femminile</strong>, probabile protagonista ai Mondiali che si disputeranno in Giappone dal 29 ottobre al 14 novembre.<br />
E per chi non è ancora sazio, in autunno ci saranno anche i Mondiali di ciclismo su strada, di ginnastica ritmica, di scherma e di ginnastica artistica, senza dimenticare poi gli “annuali” appuntamenti con tennis, formula 1, motomondiale, golf e rugby.<br />
Insomma, non c’è che <strong>l’imbarazzo della scelta</strong>. Nel frattempo, in periodo di febbrili allenamenti, facciamo un “in bocca al lupo” a tutti gli atleti e le atlete azzurre.</p>
<p>Foto: 2010 &#8211; doug8888 – Flickr.com 2009 – Creative Commons License 2.0</p>
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		<title>Le buone notizie dello sport azzurro nel 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 09:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo periodo dell’anno è tradizionalmente quello associato ai bilanci, e lo sport non fa eccezione. Quest’anno, però, a semplificarci il lavoro è arrivato niente meno che il Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha recentemente deciso di ricevere al Quirinale alcuni atleti azzurri protagonisti durante questo 2009 di grandi successi internazionali.
La lista del Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119" class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><img class="size-full wp-image-119  " src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/12/napolitano2.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano" width="162" height="215" /><p class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</p></div>
<p>Questo periodo dell’anno è tradizionalmente quello associato ai <strong>bilanci</strong>, e lo sport non fa eccezione. Quest’anno, però, a semplificarci il lavoro è arrivato niente meno che il <strong>Presidente delle Repubblica</strong> Giorgio Napolitano, il quale ha recentemente deciso di ricevere al Quirinale alcuni atleti <strong>azzurri protagonisti</strong> durante questo 2009 di grandi successi internazionali.<br />
La lista del Presidente contava <strong>32 nominativi</strong>, selezionati secondo una semplice ma efficace regola: sono stati “invitati” solamente coloro che si sono aggiudicati durante l’anno in corso il titolo di <strong>campione del mondo</strong> nelle specialità <strong>olimpiche</strong> e paraolimpiche estive.<br />
Esclusi dunque dall’evento gli sport invernali, sui quali incombe appuntamento più importante, ovvero le Olimpiadi invernali quest’anno in programma a Vancouver, in Canada. Tornando però agli atleti ricevuti dal Presidente Napolitano, scorrendone l’elenco tornano alla mente le grandi <strong>imprese azzurre di quest’anno</strong>: la squadra femminile di Federation Cup (tennis) guidata da Flavia Pennetta, i pugili Roberto Cammarelle e Domenico Valentino, gli schermitori e le schermitrici del fioretto e della spada, le cicliste Tatiana Guderzo e Giorgia Bronzini, le “farfalle azzurre” della ginnastica ritmica, i tiratori Jessica Rossi e Francesco D’Aniello, e naturalmente Federica Pellegrini, la nuotatrice italiana più forte di sempre.<br />
Insieme a loro, relativamente agli sport <strong>paraolimpici</strong>, i ciclisti Fabrizio Macchi, Giorgio Farroni e Michele Pittacolo.<br />
Ecco, questi sono gli eventi sportivi di quest’anno che ci porteremo dietro.<br />
Salta all’occhio, ma ce lo immaginavamo, la netta <strong>prevalenza “femminile”</strong> rispetto a quella maschile, una maggioranza che Napolitano ha chiamato “Onda rosa” e che un po’ in quasi tutte le discipline ha caratterizzato i risultati ad alto livello dei nostri atleti.<br />
Se però vogliamo fare un vero bilancio dello sport italiano del 2009, non ce ne voglia il Presidente, non possiamo non includere nella “nostra” lista anche Arianna Follis, campionessa del mondo nello sprint dello <strong>sci di fondo</strong>, come anche il mitico Armin Zöggeler, ancora una volta (e sono cinque) campione del mondo e ancora una volta (e sono otto) vincitore della Coppa del Mondo nello <strong>slittino</strong>.<br />
E uscendo dall’ambito strettamente “olimpico”, ma pur sempre all’interno del club dei “numeri uno”, è d’obbligo ricordare anche quel fenomeno di <strong>Valentino Rossi</strong>, confermatosi ancora re della MotoGP, e i fratelli <strong>Francesco e Edoardo Molinari</strong>, protagonisti del trionfo nella World Cup di golf, sport fra l’altro appena riammesso alle Olimpiadi.<br />
Non vi pare abbastanza? Beh, non ci rimane che aspettare il 2010!</p>
<p><em>Foto: Giorgio Napolitano &#8211; Air Force One &#8211; Flickr.com 2009 &#8211; Creative Commons License</em></p>
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		<title>Ancora record del mondo per Federica Pellegrini. Ma dal 2010 sarà più difficile&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ultimo grande appuntamento del nuoto internazionale, per questo 2009, erano i campionati europei in vasca corta di Istanbul, in Turchia. Un’altra occasione da non farsi scappare per Federica Pellegrini, il “fenomeno” della squadra azzurra, che ha coronato il suo splendido 2009 con l’ennesima medaglia d’oro, stavolta nei 200m stile libero. La vittoria, anche in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_115" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-115" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/12/Pellegrini_light-300x250.jpg" alt="Federica Pellegrini ai Mondiali di Roma" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Federica Pellegrini ai Mondiali di Roma</p></div>
<p>L’ultimo grande appuntamento del nuoto internazionale, per questo 2009, erano i <strong>campionati europei in vasca corta</strong> di Istanbul, in Turchia. Un’altra occasione da non farsi scappare per <strong>Federica Pellegrini</strong>, il “fenomeno” della squadra azzurra, che ha coronato il suo splendido 2009 con l’ennesima <strong>medaglia</strong> <strong>d’oro</strong>, stavolta nei 200m stile libero. La vittoria, anche in questo caso, è andata a braccetto con un <strong>nuovo record</strong> <strong>del mondo</strong>, ottenuto col tempo di 1’51’’17, che abbassa ulteriormente un primato che già le apparteneva.<br />
Un grande 2009, dicevamo, per Federica, che ha fatto <strong>razzia di medaglie</strong> in tutte le competizioni di rilievo previste dal calendario della Federazione Internazionale di Nuoto: due medaglie d’oro con relativi record ai <strong>Mondiali di Roma</strong>, altre due ori più un record del mondo ai <strong>Giochi del Mediterraneo</strong> di Pescara, e infine il successo appena citato agli Europei di Turchia, vittoria che la Pellegrini ha dedicato ad <strong>Alberto Castagnetti</strong>, il tecnico azzurro (e allenatore di Federica) recentemente scomparso.<br />
L’oro di Federica Pellegrini impreziosisce, fra l’altro, il <strong>bilancio della squadra italiana</strong> a questi Europei in vasca corta, che già contava su tre medaglie d’argento (Francesca Segat nei 200m misti, Federico Colbertaldo nei 1500m stile libero e Alessandro Terrin nei 50m rana) e su una di bronzo (staffetta maschile 4&#215;50m stile libero). Un buon bottino, anche se inferiore a quello portato a casa nell’edizione di Rijeka dello scorso anno.<br />
Le due edizioni degli Europei, invece, segnano un pareggio per quanto riguarda <strong>l’incredibile numero di record</strong> del mondo messi a segno, cioè dieci. Cifra che sale addirittura a 245 se si considerano tutte le competizioni internazionali svolte a partire da febbraio 2008, ovvero da quando gli atleti hanno iniziato ad utilizzare i nuovi <strong>costumi in poliuretano</strong>. Una situazione a tratti imbarazzante che ha convinto le massime autorità del nuoto internazionale a <strong>proibire</strong>, a partire dal prossimo anno, i “super costumi”, lasciando sul piatto un grande interrogativo riguardante due anni di record a raffica. Probabilmente, dunque, dal 2010 sarà più difficile vedere un record del mondo.<br />
Comunque la si metta, però, una cosa è già certa: Federica Pellegrini, coi suoi ventuno anni e con il suo straordinario talento, resterà ancora <strong>protagonista</strong>.</p>
<p>Foto: Federica Pellegrini &#8211; The Wolf &#8211; Flickr.com 2009 &#8211; Creative Commons License 2.0</p>
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		<title>Golf: Italia campione del mondo grazie ai fratelli Molinari</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’avevamo detto, noi di Buonenotizie, qualche mese fa. “Il golf italiano è pronto a conquistare il mondo”, avevamo intitolato, e poteva sembrare una previsione molto ottimistica, visto che stavamo parlando di uno sport tradizionalmente palcoscenico di altre culture e scuole sportive (in particolare quelle anglosassoni). Forse anche noi, bisogna essere onesti, non pensavamo che potesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_111" class="wp-caption alignleft" style="width: 226px"><img class="size-medium wp-image-111" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/11/Edoardo_Molinari-270x300.jpg" alt="Edoardo_Molinari" width="216" height="240" /><p class="wp-caption-text">Edoardo Molinari</p></div>
<p>L’avevamo detto, noi di Buonenotizie, qualche mese fa. “Il <strong>golf italiano</strong> è pronto a conquistare il mondo”, avevamo intitolato, e poteva sembrare una previsione molto ottimistica, visto che stavamo parlando di uno sport tradizionalmente palcoscenico di altre culture e scuole sportive (in particolare quelle anglosassoni). Forse anche noi, bisogna essere onesti, non pensavamo che potesse <strong>accadere così presto</strong>. E forse non lo pensava nemmeno Edoardo Molinari, classe 1981, quando un paio di settimane fa parlando del golf italiano aveva detto “ci vorrebbero due o tre <strong>giocatori di livello mondiale</strong> per far sì che il golf esploda definitivamente”.<br />
Invece proprio lui, insieme al fratello Francesco, si è incredibilmente aggiudicato la <strong>World Cup</strong>, una della <strong>maggiori competizioni golfistiche per nazioni</strong>. Due giocatori per nazione, quattro giri di campo da compiere in coppia: questa la formula del torneo. L’Italia aveva ottenuto un leggendario secondo posto nel 1998 con Costantino Rocca e Massimo Florioli, mentre lo scorso anno proprio i fratelli Molinari, sullo stesso campo di gioco dell&#8217;edizione 2009 (il “Mission Hills”, in Cina), non erano andati per niente bene. Quest’anno gli appassionati italiani si sentivano già soddisfatti dopo i primi due giri, quando i nostri erano riusciti a rimanere fra i migliori, a ridosso dei primissimi. Poi al terzo giro è arrivato l’ulteriore <strong>cambio di marcia</strong>, l’aggancio ai leader (Svezia, Inghilterra e Irlanda) e nella giornata conclusiva addirittura l’allungo decisivo.<br />
Un’enorme soddisfazione per i due azzurri e per tutto il <strong>movimento italiano</strong>, che sta <strong>bruciando le tappe</strong> della crescita internazionale: i 100mila tesserati, i successi di Diana Luna e di Edoardo Molinari nel Tour professionistico europeo, l’exploit di Matteo Manassero, grande promessa del golf mondiale, all’Amateur Championship, e ora addirittura il trionfo in World Cup.<br />
Un successo nient’affatto frutto del caso, dunque, che ci permette di guardare con fiducia all’appuntamento che tutto il mondo del golf attende, ovvero il ritorno di questo sport alle <strong>Olimpiadi</strong> (previsto per l’edizione di <strong>Rio de Janeiro</strong> del 2016) ratificato lo scorso ottobre dal Comitato Olimpico Internazionale.</p>
<p>Foto: Aaron Sneddon Scottish Press Photographer – Flickr.com 2009 – Creative Commons License 2.0</p>
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		<title>Azzurra esalta l’Italia della vela</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport e motori]]></category>
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		<description><![CDATA[In molti,  nella loro memoria sportiva, avranno sentito accendersi una lampadina quando hanno letto sui giornali, o sentito alla TV, il nome &#8221;Azzurra&#8221;. Si saranno ricordati di quando, catturati dal fascino di competizioni secolari, cercavano di imparare i rudimenti della vela, di tradurre gli sconosciuti vocaboli velici, di capire come si vince una regata. Era il 1983, e Azzurra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_106" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-106" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/11/azzurra-150x150.jpg" alt="Azzurra durante una regata" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Azzurra durante una regata</p></div>
<p>In molti,  nella loro memoria sportiva, avranno sentito accendersi una lampadina quando hanno letto sui giornali, o sentito alla TV, il nome &#8221;Azzurra&#8221;. Si saranno ricordati di quando, catturati dal fascino di competizioni secolari, cercavano di imparare i rudimenti della vela, di tradurre gli sconosciuti vocaboli velici, di capire come si vince una regata. Era il 1983, e Azzurra fu la prima imbarcazione italiana a impegnarsi nella sfida alla Coppa America, la competizione velica più seguita nel mondo. Partecipò alla Louis Vuitton Cup, ovvero alla gara fra gli sfidanti, quella che serviva a designare chi avrebbe conteso ai detentori la Coppa .<br />
Dopo due partecipazioni Azzurra scomparve per lasciare spazio, nel cuore degli appassionati italiani, ad altre mitiche imbarcazioni come “Il Moro di Venezia” e “Luna Rossa”.<br />
Adesso, dopo più di 25 anni, Azzurra è tornata. Lo ha fatto quasi a sorpresa, ancora alla Louis Vuitton Cup. Partita come outsider ha dimostrato fin da subito di essere competitiva per poi, regata dopo regata, trasformarsi in avversario pericoloso per la vittoria finale. In semifinale ha superato gli inglesi di Team Origin per 2-1, mentre in finale ha dovuto vedersela con il fortissimo team neozelandese del leggendario skipper Dean Barker. Lì la nostra imbarcazione, guidata da Francesco Bruni, ha messo la ciliegina sulla torta di una competizione già ricca di soddisfazioni, sovvertendo il pronostico e battendo i neozelandesi per due regate a zero.<br />
La Louis Vuitton Cup, dunque, è sua. Negli anni ’80 non riuscì ad andare oltre il terzo posto, questa volta addirittura la vittoria. Per l’Italia è la terza affermazione nella competizione tradizionalmente riservata agli “sfidanti” della Coppa America. Questa volta, però, chi vince non va di diritto a giocarsi la coppa più importante della vela, ancora invischiata in dispute legali che ne hanno ritardato l’organizzazione (la prossima sarà la 33^ edizione). Poco importa, perché anche a questa Louis Vuitton Cup tutti i più importanti paesi erano rappresentati da grandi imbarcazioni e forti equipaggi. <br />
Ciò che conta davvero, però, è che Azzurra sia tornata a farci sognare.</p>
<p>Foto: Azzurra – chatani 2009 – Flickr.com – Creative Commons License</p>
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		<title>Il 2009 dello sport italiano si tinge di rosa</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport e motori]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo pochi giorni fa le tenniste azzurre hanno conquistato la Federation Cup, equivalente della Coppa Davis maschile. Un secco quattro a zero rifilato agli Stati Uniti nella finale di Reggio Calabria, dopo le vittorie in semifinale sulla fortissima Russia e prima ancora sulla Francia, e così, di forza, è arrivata per la nostra Federazione la seconda affermazione in 4 anni.
Un altro trionfo per le atlete azzurre, in un 2009 che col trascorrere dei mesi si è definitivamente consacrato come l’anno “rosa” dello sport italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_103" class="wp-caption alignleft" style="width: 201px"><img class="size-full wp-image-103  " src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/11/Flavia_Pennetta.jpg" alt="Flavia Pennetta" width="191" height="280" /><p class="wp-caption-text">Flavia Pennetta</p></div>
<p>Solo pochi giorni fa le <strong>tenniste azzurre</strong> hanno conquistato la <strong>Federation Cup</strong>, equivalente della Coppa Davis maschile. Un secco quattro a zero rifilato agli Stati Uniti nella finale di Reggio Calabria, dopo le vittorie in semifinale sulla fortissima Russia e prima ancora sulla Francia, e così, di forza, è arrivata per la nostra Federazione la seconda affermazione in 4 anni.<br />
Primedonne di questa impresa <strong>Francesca Schiavone e Flavia Pennetta</strong>, entrambe protagoniste nel 2009 della loro migliore stagione da professioniste della racchetta, con la Pennetta capace addirittura di raggiungere il <strong>decimo posto</strong> della classifica mondiale, arrivare cioè dove nessuna tennista italiana era mai riuscita ad arrivare.<br />
Un trionfo, insomma. Un altro trionfo per le atlete azzurre, in un 2009 che col trascorrere dei mesi si è definitivamente consacrato come <strong>l’anno “rosa” dello sport italiano</strong>.<br />
Sono state loro, le “ragazze”, a salvare le sorti sportive del nostro Paese nelle grandi manifestazioni internazionali e a riscattare le grandi delusioni delle squadre maschili di punta: del rugby, del basket, della pallavolo e anche del calcio.<br />
L’hanno fatto <strong>Federica Pellegrini</strong>, <strong>Tania Cagnotto</strong> e il resto della nazionale femminile ai Mondiali di nuoto di Roma, con le loro nove medaglie complessive (più due record del mondo) contro una sola medaglia portata dalla squadra maschile.<br />
L’hanno fatto le <strong>ragazze del volley</strong>, che hanno conquistato il titolo europeo bissando quello del 2007, proprio nello stesso anno in cui la corrispettiva nazionale maschile si è piazzata, sempre agli Europei, addirittura al decimo posto (peggior risultato dal 1975 a questa parte).<br />
L’hanno fatto anche le nostre <strong>schermitrici</strong>, che ai mondiali dello scorso ottobre si sono confermate ai massimi livelli conquistando il titolo a squadre in due specialità su tre (fioretto e spada). E a voler continuare dovremmo citare anche la straordinaria longevità di <strong>Josefa Idem</strong> nella canoa, la campionessa del mondo di ciclismo su strada Tatiana <strong>Guderzo</strong>, e magari l’infallibile talento di <strong>Jessica Rossi</strong>, capace di portare a casa a soli 17 anni il titolo mondiale nel tiro a volo, specialità fossa olimpica.<br />
Le avvisaglie di questo “sorpasso rosa” le avremmo potute già intravedere lo scorso anno, quando alle <strong>Olimpiadi di Pechino</strong> la metà delle otto medaglie d’oro conquistate dall’Italia furono “femminili”. Quest’anno, invece, ai <strong>Giochi del</strong> <strong>Mediterraneo di Pescara</strong>, 34 medaglie d’oro per le donne azzurre e 30 per gli uomini. Non era mai successo negli oltre cento anni di grandi manifestazioni internazionali per nazioni, olimpiadi comprese.<br />
C’è da domandarsi se prima o poi, come ha ricordato recentemente Manuela Di Centa, ex grande campionessa dello sci di fondo e adesso Membro del Comitato Olimpico Internazionale, vedremo qualche donna a <strong>dirigere lo sport</strong>, pratica che tutt’ora sembra essere totalmente appannaggio degli uomini. Ad oggi, infatti, tra i 45 presidenti di Federazione italiani non si registra neanche una presenza femminile.  <br />
Probabilmente le donne azzurre, visto di cosa sono capaci sui campi e nelle piscine, non tarderanno a raggiungere anche questo obiettivo, doveroso non solo per gli indubbi meriti individuali delle nostre atlete (ed ex atlete) ma anche per evidenti e condivisibili motivi di <strong>equità sociale</strong> e di profondità culturale. Nel frattempo, però, le Olimpiadi invernali sono alle porte, e tutti noi, imparata la lezione, terremo d’occhio il nostro “squadrone rosa”.</p>
<p>Foto: Flickr.com 2008 – Christian Mesiano &#8211; Creative Commons License 2.0</p>
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		<title>Soldini sfida l’oceano Atlantico</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Solidaire de Chocolat]]></category>

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		<description><![CDATA[E' cominciata un'altra sfida per quello che è forse il migliore velista solitario al mondo, ovvero Giovanni Soldini. La sfida si chiama Solidaire de Chocolat, ed è una traversata dell'oceano Atlantico dalla Francia al Messico, sulla storica rotta del cioccolato, contro avversari forti e nuove incognite da superare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_99" class="wp-caption alignleft" style="width: 363px"><img class="size-full wp-image-99" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/10/Giovanni_Soldini.jpg" alt="Giovanni_Soldini" width="353" height="236" /><p class="wp-caption-text">Il navigatore solitario Giovanni Soldini</p></div>
<p>Quando pensi alla vela italiana viene subito in mente un nome, quello di <strong>Giovanni Soldini</strong>. Per lui, l’uomo che per molti è il <strong>miglior velista solitario</strong> di tutto il pianeta, è arrivata di nuovo l’ora di rimettersi in gioco. Ancora una sfida, ancora una traversata oceanica, ancora <strong>l’Atlantico</strong>, superato per la prima volta a soli 16 anni.<br />
La sfida questa volta si chiama <strong>Solidaire de Chocolat</strong>, ed è una regata velica collegata ad un importante progetto di solidarietà.  Ventinove skipper appartenenti a sette nazionalità diverse su imbarcazioni da dodici metri (Class 40) sono partite il 18 ottobre scorso da Saint Nazaire, in Francia, per affrontare l’oceano, passare a nord delle Antille e attraccare il prima possibile, o almeno prima di tutti gli altri, a Progreso, in Messico. Per Soldini e gli altri equipaggi <strong>cinquemila miglia</strong> di mare da percorrere sulle orme dell’antica rotta della cioccolata, con venti da interpretare, burrasche da affrontare e alcune nuove incognite, come ad esempio il <strong>mare dello Yucatan</strong>, che per ammissione dello stesso Giovanni “non avvantaggia nessuno, dato che nessuno è mai stato da quelli parti”.<br />
Questa volta però non è da solo nella sua avventura, perché la Solidaire de Chocolat  è una regata “in doppio”. Il suo compagno è <strong>Pietro D’Alì</strong>, altro navigatore più che esperto, già membro di <strong>Luna Rossa</strong> tra il 1997 e il 2003, con il quale Soldini ha già affrontato (e vinto) nel 2007 “La Transat” Jacques Vabre, famosa regata che parte da Le Havre e si conclude a San Salvator de Baia, in Brasile.<br />
Se vincesse anche questa volta, Giovanni Soldini aggiungerebbe un altro trofeo alla bacheca della vela italiana e alla sua personale, già di grande livello internazionale quando nel 1999 conquistò la “<strong>Around Alone</strong>”, il giro del mondo a vela per navigatori solitari, balzando alle cronache per aver cambiato rotta durante la regata e salvato l’avversaria e amica Isabelle Autissier, rovesciatasi con la sua imbarcazione durante una tempesta.<br />
Da quel momento ancora successi e piazzamenti importanti, e addirittura <strong>onorificenze</strong> ricevute sia dalle autorità italiane (ad esempio la Medaglia d&#8217;oro al merito della Marina assegnatagli lo scorso anno), sia da quelle francesi.<br />
Non rimane che attendere, questa volta su una sponda messicana, e vedere se anche questa volta la sua barca sarà la prima ad uscire dall’oceano.</p>
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		<title>L’Italia attende i fenomeni del rugby</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 novembre a Milano arrivano gli All-Blacks. È il primo di tre test-match che gli azzurri giocheranno contro grandi nazionali dell’emisfero sud. Un evento senza precedenti per il rugby italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div id="attachment_77" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-77" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/10/all_blacks-springbok-199x300.jpg" alt="Nuova Zelanda e Sud Africa in un match del 2008" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Nuova Zelanda e Sud Africa in un match del 2008</p></div>
<p>Dalla velocità con la sono stati venduti i biglietti, 20 mila dei quali bruciati nella prima settimana, ci si aspetta il <strong>tutto</strong> <strong>esaurito</strong> il 14 novembre allo stadio di <strong>S.Siro</strong>.<br />
No, non stiamo parlando di calcio ma di <strong>rugby</strong>, e l’evento consiste in un test-match (così vengono definite le partite ufficiali “amichevoli”) fra la nazionale italiana e gli “<strong>All Blacks</strong>”, la leggendaria nazionale neozelandese. Si tratta del decimo scontro diretto fra le due formazioni, con gli azzurri che fino ad ora hanno potuto solo cercare di ridurre il passivo nella maniera più onorevole possibile, quando con successo (nel 1991 finì 31-21 per i neozelandesi, e tutt’ora questa rimane la “miglior” sconfitta) quando no.<br />
E non è tutto. I <strong>test-match</strong> autunnali che gli azzurri dovranno affrontare saranno infatti tre. Oltre agli All-Blacks l’Italia ospiterà anche  il <strong>Sudafrica</strong> (il 21 novembre a Udine) e la nazionale delle <strong>Isole Samoa</strong> (il 28 novembre ad Ascoli). Due formazioni molto competitive, anche queste. Basti pensare che nei dieci precedenti, sette con il Sud Africa e tre con Samoa, l’Italia non è riuscita a spuntarla nemmeno una volta. Il Sud Africa, poi, pur avendo un fascino assai minore rispetto agli All-Blacks, è considerata tradizionalmente una delle nazionali più forti del mondo, ed è <strong>campione del mondo</strong> in carica, titolo conquistato nel 2007 in Francia.<br />
Per gli <strong>azzurri</strong> una grande occasione per mettersi in mostra sotto gli occhi dell’intero rugby mondiale, ma soprattutto la possibilità di <strong>riscattarsi</strong> dalla brutta figura rimediata nell’ultimo <strong>6 Nazioni</strong>, con l’ultimo posto e il conseguente “Cucchiaio di legno” ancora ben scolpiti nella mente degli appassionati.<br />
Ma al di là agli aspetti prettamente sportivi quello che conta sarà <strong>l’evento</strong> in sé, la capacità di attirare l’attenzione di tutti su uno sport nobile e prestigioso, e soprattutto la dimostrazione di poter raccogliere <strong>decine di migliaia</strong> di persone in un grande stadio. Senza che si tratti di calcio.</div>
<p>Foto: “out shooting”photos <img src='http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  – Flickr.com 2008 – Creative Commons License</p>
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		<title>Valentino in cerca del nono titolo mondiale</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[valentino rossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ultime tre gare del Mondiale MotoGP potrebbero assegnare un altro titolo iridato al campione italiano, già detentore di numeri e record straordinari. Ma c’è da superare il velocissimo spagnolo Lorenzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-72" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/10/valentino_Rossi.jpg" alt="valentino_Rossi" width="200" height="300" />Ancora <strong>tre gare</strong> concentrate in un mese, quello <strong>decisivo</strong>: il 18 ottobre a Philip Island (USA), il 25 ottobre in Malesia e l’8 novembre a Valencia. Ancora tre gare per sapere se <strong>Valentino Rossi</strong> riuscirà a mantenere la testa delle classifica e portarsi a casa il <strong>titolo mondiale</strong> della Moto GP, la classe “regina” delle moto. Sarebbe il nono da quando Rossi nel 1996, appena diciassettenne, atterrò sul <strong>Motomondiale</strong>. Nove titoli da suddividersi nelle 4 classi in cui Valentino ha gareggiato: 125cc, 250cc, 500cc e Moto GP.<br />
Un <strong>fenomeno</strong>, questo Valentino Rossi. Talmente fenomeno che gli italiani a tratti sembrano non rendersi appieno di ciò che significhi per lo sport azzurro. Forse perché si sono abituati ai suoi successi, al punto che rischia di far notizia di più quando non vince. Ma i numeri (e i <strong>record</strong>) della sua carriera parlano chiaro: 103 vittorie in 224 gare, 161 podi, 57 pole position e 81 giri più veloci. È il pilota col maggior numero di vittorie e di podi nella classe più importante del Motomondiale, ed è riuscito a vincere in tutte le piste sulle quali ha gareggiato (ad eccezione di quella di Istanbul, sulla quale ha però corso solo tre volte).<br />
L’unico in grado di <strong>reggere il passo</strong> con la sua figura è ormai solo il mitico <strong>Giacomo</strong> <strong>Agostini</strong>, campione degli anni ’60-’70 in grado di vincere complessivamente 15 titoli iridati.<br />
Tanti campioni si sono succeduti nel corso degli anni nel complicato ruolo di avversario di Valentino Rossi, e quasi sempre non ce l’hanno fatta. Lui invece è sempre stato lì, a lottare per il primo posto.<br />
L’avversario di quest’anno per Rossi è lo spagnolo <strong>Jorge Lorenzo</strong>, con l’italiano che a tre gran premi dalla fine può gestire 18 punti di vantaggio. Non sappiamo se anche quest’anno la spunterà. Ciò che sappiamo è che, a prescindere da come andrà a finire, l’italiano Valentino Rossi rimarrà il più grande pilota di moto in circolazione.  E forse il migliore di sempre.</p>
<p>(foto: Valentino Rossi &#8211; Travellingtamas 2007 &#8211; Flickr.com &#8211; Creative Commons License)</p>
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		<title>UEFA: taglio alla finanza selvaggia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 10:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Florio Panaiotti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Platini]]></category>
		<category><![CDATA[UEFA]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli appassionati di calcio si sono ormai abituati a vedere storici club di calcio indebitarsi fin sopra i capelli, rischiare il fallimento (e qualche volta fallire veramente), e magari chiedere aiuto a imprenditori locali o alle istituzioni cittadine o statali. E mentre in Italia si va avanti a suon di sterili stigmatizzazioni, meglio se televisive, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_63" class="wp-caption alignleft" style="width: 148px"><img class="size-full wp-image-63" src="http://lnx.buonenotizie.it/sport-e-motori/files/2009/09/Platini.jpg" alt="Platini" width="138" height="231" /><p class="wp-caption-text">Michel Platini, presidente UEFA</p></div>
<p>Gli appassionati di calcio si sono ormai abituati a vedere storici <strong>club</strong> di calcio <strong>indebitarsi</strong> fin sopra i capelli, rischiare il <strong>fallimento</strong> (e qualche volta fallire veramente), e magari chiedere aiuto a imprenditori locali o alle istituzioni cittadine o statali. E mentre in Italia si va avanti a suon di sterili stigmatizzazioni, meglio se televisive, <strong>Michel Platini</strong>, capo dell’UEFA, la maggiore istituzione del calcio europeo, ha deciso di mettersi in proprio per risolvere la cosa. Si chiama <strong>“fair play” finanziario</strong> e consiste in un pacchetto di misure che, nei suoi obiettivi generali, punta all’aumento della lealtà economica nelle competizioni europee senza trascurare la <strong>stabilità</strong> a lungo termine delle società. In pratica si tratta di una serie di vincoli basati sul principio che i club non potranno <strong>spendere</strong> più di quello che guadagnano, cioè dovranno provvedere ad autofinanziarsi senza contare su foraggiamenti esterni di presidenti e società collegate.<br />
Le misure includono l&#8217;obbligo, per le società il cui fatturato supera una certa soglia, di far quadrare i <strong>libri contabili</strong> o di raggiungere il <strong>pareggio di bilancio</strong> per un determinato periodo di tempo. Inoltre verranno fornite consulenze su salari e spese per il mercato nonché indicatori sulla <strong>sostenibilità</strong> dei livelli di <strong>debito</strong>, e correrà l&#8217;obbligo per i club di onorare i propri impegni in qualsiasi momento.<br />
La nuova regolamentazione, invece, consentirà un certo indebitamento per quanto riguarda le spese per le <strong>infrastrutture</strong> ed i <strong>settori giovanili</strong>, contribuendo così a promuovere investimenti a lungo termine a scapito di quelli <strong>speculativi</strong> a breve termine.<br />
La <strong>fase attuativa</strong> durerà tre anni, dopo i quali i club che non si saranno adeguati non potranno partecipare alle coppe europee.<br />
Il Presidente della Figc Giancarlo Abete si è affrettato a precisare che la regola dell’<strong>esclusione</strong> riguarderà solo le <strong>competizioni continentali</strong>, mentre per quelle nazionali continuerà a prevalere la titolarità delle singole federazioni. In sostanza, la novità interesserà soltanto quelle (poche) società impegnate in Europa.<br />
Viene spontaneo domandarsi: ma perché, al calcio italiano regole come queste non sarebbero utili?</p>
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