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	<title>BuoneNotizie.it &#187; Italia</title>
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	<description>Buone notizie dall&#039;Italia e dal Mondo!</description>
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		<title>Rimini: l’albergatrice amica dei senzatetto</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Belle Storie]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonietta, titolare di un albergo tre stelle a Rimini, ospita gratis senzatetto e indigenti nei periodi più rigidi dell’anno. E a chi l’accusa di farsi pubblicità, risponde con serenità: ”Lo faccio da anni, ormai. Rispetto solo la volontà di mio figlio”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15110" title="AntoniettaCurcio1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/AntoniettaCurcio1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />In questi giorni le cronache italiane sono monopolizzate dall’emergenza freddo e dalle temperature polari che mettono a rischio persone anziane, bambini e tutte le categorie sociali più svantaggiate. Ma, tra le altre, spicca <strong>una notizia positiva</strong>: sulla riviera romagnola esiste un albergo che, ogni anno, quando le temperature diventano più rigide, apre le sue porte ai senza fissa dimora, alle ragazze madri e alle famiglie indigenti<span id="more-15109"></span>, che altrimenti rischierebbero di diventare le prime vittime dell’emergenza gelo.</p>
<p>Questo piccolo albergo, che <strong>una volta all’anno si trasforma in luogo di accoglienza per i meno fortunati</strong>, si trova a Rimini ed è gestito da Antonietta Curcio in Cimino e dalla sua famiglia. Dal 2006 Antonietta, di origine salernitana e albergatrice a Rimini da circa 40 anni, ogni inverno mette la sua struttura e il suo personale a disposizione dei meno fortunati, offrendo loro pernottamento e prima colazione &#8211; con servizio ai tavoli e personale ai piani compresi.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-15111" title="Senzatetto1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Senzatetto1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Questa esperienza di generosità verso i meno fortunati si ripete ormai da sei inverni consecutivi e nasce da <strong>un grave lutto familiare</strong>. Nel 2003 Antonietta perde il figlio minore, Osman, in un incidente stradale e, da allora, spesso le capita di sognare il figlio prematuramente scomparso. Nel gennaio 2006, però, Antonietta fa un sogno molto diverso dagli altri: <em>“Anche quella volta, come spesso mi capita, sognai Osman. Era un periodo terribile, avevo perso qualsiasi interesse nella vita. Nel sogno gli chiesi di portarmi via con lui. Ma lui mi rispose: “No, mamma, tu devi vivere, puoi ancora aiutare tanta gente” </em>racconta commossa.</p>
<p>Sconvolta dal sogno, Antonietta non riesce più a dormire e decide di fare due passi a piedi, da casa all’Hotel Britannia. Ha nevicato da poco, le strade sono ghiacciate e fa molto freddo. Continua a pensare al sogno, ma il messaggio del figlio non le è chiaro. Durante il tragitto incontra &#8230;..</p>
<p><em></em> </p>
<p><em>Continua a leggere questa storia su  </em><em><a title='Original Link: http://www.shinynote.com/story/rimini-lalbergatri-380'  href="http://www.buonenotizie.it/?eMX0MY55" target="_blank">Shinynote.com</a>  </em><em>in collaborazione con BuoneNotizie.it<a href="http://www.buonenotizie.it/editoriali/2011/06/27/le-belle-storie-di-buonenotizie-it-realizzate-per-shinynote-com/">*</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;acqua del rubinetto diventa più &#8220;trasparente&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Loredana Menghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca & società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[Acquedotto Pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Coop]]></category>

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		<description><![CDATA[Arrivano, fra gli scaffali di supermercati ed ipermercati, le schede che informano i consumatori sulle proprietà dell'acqua del comune d'appartenenza: dopo l'Emilia, la campagna “Acqua di casa mia” sbarca in Puglia, per promuovere acquisti consapevoli, ridurre gli sprechi e l'impatto ambientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15029" title="coop-acqua-pubblicità" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/coop-acqua-pubblicità-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />L&#8217;acqua pubblica diventa più &#8220;trasparente&#8221;, grazie alle <strong>etichette informative </strong>esposte fra gli scaffali dei supermercati e degli ipermercati Coop Estense, la più grande delle realtà del gruppo Coop. Si tratta di schede informative, che riportano una sintesi leggibile della <strong>caratteristiche chimiche e microbiologiche dell’acqua del rubinetto </strong>di diversi comuni italiani<span id="more-15025"></span>, proprio come avviene per le varie acque minerali in commercio. <strong>Obiettivo dell&#8217;iniziativa è promuovere il consumo dell&#8217;acqua dell&#8217;acquedotto, ridurre lo spreco delle risorse e l&#8217;impatto ambientale. </strong></div>
</div>
<div> </div>
<div>L&#8217;iniziativa,  che rientra nell&#8217;ambito della campagna nazionale “Acqua di Casa Mia” inaugurata nel 2010 dal Gruppo Coop e che ha preso il via a metà gennaio nella provincia emiliana, è stata lanciata il 26 gennaio scorso in Puglia, in collaborazione con l&#8217;AQP - l&#8217;acquedotto più grande d&#8217;Italia. Scopo del progetto è <em>&#8220;<strong>mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere responsabilmente</strong>, fornendo, proprio nel momento dell&#8217;acquisto, gli strumenti necessari per esercitare in modo consapevole il diritto di scelta”</em>, ha dichiarato Isa Sala, direttore Soci e Consumatori Coop Estense.</div>
<div> </div>
<div>Le etichette, disponibili anche sotto forma di opuscoli divulgativi, riportano i dati relativi all&#8217;acqua del comune di riferimento, forniti ed aggiornati periodicamente dagli organi di competenza, contenenti <strong>6 indicatori di qualità</strong>- concentrazione di ioni idrogeno, cloruri, ammonio, nitrati e nitriti, residuo secco a 180°, durezza &#8211; confrontati con i rispettivi valori previsti dalla legge. Sono 13 i punti vendita coinvolti nel programma, distribuiti su 10 comuni del territorio. Ben 41 quelli delle provincie di Modena e di Ferrara, per un totale di 29 comuni emiliani interessati, serviti da quattro gestori (Gruppo Hera, Aimag, Sorgeaqua, Cadf).</div>
<div> </div>
<div><em><img class="alignright size-thumbnail wp-image-15027" title="P1120019" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/P11200191-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />“<strong>L’acqua di rubinetto è sana e sicura&#8221;</strong></em> – ha assicurato Ivo Monteforte, Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese &#8211; &#8220;<em>Solo nel 2011 sono stati oltre 350.000 i controlli eseguiti in ogni fase del ciclo produttivo e della distribuzione. I campioni, prelevati da sorgenti, da acque grezze prima della potabilizzazione, da pozzi e fontane pubbliche, vengono analizzati in 6 laboratori centrali e periferici (Bari, Taranto, Brindisi, Lecce, Foggia, Vieste) e presso 4 impianti di potabilizzazione (Fortore, Sinni, Pertusillo e Locone), per determinare i valori di oltre 70 parametri organolettici, chimico-fisici e microbiologici”</em>. Negli ultimi anni, per migliorare le prestazioni degli impianti dell&#8217;AQP, sono stati investiti oltre 50 milioni di euro, ha reso noto Monteforte. Fra gli interventi effettuati, ci sono l’installazione di stazioni di filtrazione a carbone attivo sui potabilizzatori, di un nuovo laboratorio centrale di controllo a Bari e di un innovativo sistema di telecontrollo delle reti, per monitorare i principali indici di potabilità in tempo reale.</div>
<div> </div>
<div>Considerando che in Italia nessuna legge impone la pubblicazione dei rapporti inviati alle Asl, alle Arpa e agli altri organi di controllo, la disponibilità dei gestori coinvolti nella campagna, ha dimostrato un forte impegno nei confronti dei cittadini e una volontà di condivisione purtroppo ancora poco seguita nel resto del Paese. Da un&#8217;indagine commissionata alla Fondazione Cittalia (espressione dell’Associazione Nazionali dei Comuni Italiani &#8211; Anci) per verificare l’accessibilità delle informazioni erogate agli utenti, è emerso infatti che, su 184 aziende aderenti a Federutility e presenti in comuni superiori ai 40.000 abitanti, il 47,3% non fornisce dati a mezzo internet e che, laddove presenti, sono difficilmente confrontabili con quelli di altre società.</div>
<div>
<p>E&#8217; proprio per far fronte a tale disomogeneità che sono stati individuati i 6 indicatori, per la costruzione di <strong>un&#8217;etichetta di facile comprensione</strong>. <em>“E’ la prima volta in Italia</em> &#8211; spiega il vicepresidente di Coop Estense Mirco Dondi &#8211; <em>che la distribuzione compie un passo che va in direzione della trasparenza, della crescita di consapevolezza del consumatore e dell&#8217;educazione ambientale. <strong>L’acqua è un bene fondamentale, da non sprecare. Bere quella di casa vuol dire sottrarre tonnellate di CO2 all’ambiente prodotte dall’imbottigliamento, dal trasporto e dal riciclo della plastica”.</strong></em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15032" title="Etichetta-acqua-pubblica-MO-280x280" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Etichetta-acqua-pubblica-MO-280x280-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Basti pensare che il confezionamento di 100 litri di acqua in bottiglia ed il trasporto per 100 km produce circa 10 kg di CO2, contro gli 0,04 kg di CO2 emessi usando la stessa quantità di acqua del rubinetto (n.d.r. “Dossier “Acqua di Casa Mia – Consumo consapevole e sostenibile). Ogni anno, inoltre, per portare le minerali dalle fonti alle tavole vengono impiegati circa 480 mila TIR e sono necessari circa 1,2 kg di petrolio per produrre 1 kg di PET, l’equivalente di 30 bottiglie di plastica. “<em>Nell’arco del XX secolo</em> – conclude Claudio Mazzini, responsabile sostenibilità innovazione e valori di Coop Italia –<em> i consumi si sono moltiplicati per nove, mentre la quantità a disposizione di ogni essere umano è diminuita del 40%. Oggi utilizziamo più acqua di quanto  il ricarico naturale delle falde ci fornisce. Con i nostri 237 litri giornalieri (usi civili, agricoli ed industriali), siamo i secondi consumatori di acqua al mondo, dopo gli Stati Uniti”.</em></p>
<p>Parte integrante dell&#8217;iniziativa sarà la presenza di tecnici dell&#8217;Acquedotto Pugliese nei punti vendita Coop Estense di Taranto, Lecce (Surbo), Foggia, Andria, Brindisi, che saranno a disposizione dei consumatori venerdì 3 febbraio 2012 dalle 17,00 alle 20,00 e sabato 4 febbraio dalle ore 10,00 alle ore 13,00 per approfondimenti sul tema della qualità dell&#8217;acqua del rubinetto. Prossima tappa? La Basilicata, per portare, anche in territorio lucano, <strong>consapevolezza e responsabilità riguardo il consumo di una risorsa come l&#8217;&#8221;oro blu&#8221;, sempre più scarsa e tanto preziosa per il Pianeta.</strong></p>
<p align="left"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span> </p>
</div>
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		<title>Nasce in Sardegna l’Università della Felicità</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2012/01/27/nasce-in-sardegna-luniversita-della-felicita/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 06:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca & società]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l’Assessorato alla Felicità dell’Emilia Romagna, arrivano l’Università di ARISTAN e la prima “Facoltà della Felicità”, dove da febbraio partirà il “Corso di Laurea in Teoria e Tecniche di Salvezza dell’Umanità”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14947" title="Felicità2" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Felicità2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Dopo l’Assessorato alla Felicità dell’Emilia Romagna, arriva l’Università della Felicità della Sardegna. Potrebbe sembrare uno scherzo, ma non lo è: in Sardegna sono nate l’”Università di ARISTAN” e la “Facoltà della Felicità”, dove &#8211; dal prossimo febbraio &#8211; partirà il primo “Corso di Laurea in Teoria e Tecniche di Salvezza dell’Umanità”.</p>
<p>Le materie d’insegnamento di questa nuova e singolare<span id="more-14945"></span> <a title='Original Link: http://uni.aristan.it/ '  href="http://www.buonenotizie.it/?vOz27to4" target="_blank">facoltà universitaria</a> spazieranno da Francoecicciologia a Leggerezza, da Infantologia a Divertentismo, da Ars amatoria a Tex Willer, da Follia a Coscienza comparata, da Metamorfosi a Poesia all’improvviso, da Amore allo Zen. I docenti sono personaggi noti e autorevoli: <strong>Vittorio Sgarbi, Barbara Alberti, lo scienziato Gianluigi Gessa, il filosofo Giulio Giorello, la scrittrice Michela Murgia e l’attore Benito Urgu</strong> &#8211; oltre a giornalisti, critici, antropologi, musicisti, ingegneri e poeti. </p>
<p>Le sedi di Aristan sono dislocate in tutta la Sardegna (Cagliari, Oristano, Santa Maria Coghinas) più una sede distaccata a Firenze. Sono previste una laurea breve della durata di due anni e una<strong> </strong>laurea magistrale<strong> </strong>di tre anni, e i corsi, che partiranno il prossimo febbraio, si terranno il venerdì e il sabato, con lezioni di 40 minuti ciascuna e 20 minuti di confronto docenti-studenti.</p>
<p>La “mission” dichiarata del neonato Ateneo è quella di diventare <em>“un solido, agguerrito, autorevole punto di riferimento per chi, coraggioso ma sempre più isolato, si batte contro l’epidemia feroce d’idiozia che sta mettendo a rischio l’esistenza stessa del Pianeta”.</em> L’ideatore di questa <a href="http://www.facebook.com/pages/Universit%C3%A0-di-Aristan/273331339369308 " target="_blank">Università</a> così fuori dal comune è Filippo Martinez, pittore, artista e regista sardo. <strong>L&#8217;intera operazione non ha scopo di lucro, i docenti non sono remunerati</strong> e sono stati scelti per la passione che hanno nei confronti del tema che tratteranno e per la capacità di emozionare gli allievi e renderli complici del nuovo originale progetto: <strong>allenare la mente a cercare la felicità in ogni piega del vivere quotidiano</strong>.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-14948" title="Martinez2" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Martinez2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Martinez (nella foto a lato) precisa che la “Laurea in Teoria e Tecniche di Salvezza dell’Umanità” non ha alcun un valore legale e non è spendibile sul mercato del lavoro, ma promuove un originale percorso di ricerca della felicità, nel quale si insegna a ricominciare da capo, a sorridere e a ritrovare l’entusiasmo anche di fronte alle avversità quotidiane. <em>“A differenza delle altre, <strong>questa laurea</strong> <strong>è per il puro piacere dello studio, sia per i docenti sia per gli studenti. </strong>Quella di Aristan &#8211; </em>spiega Martinez<em> &#8211; è un’idea che maturava già da molto tempo perché con alcuni amici, che sono docenti di Aristan e con i quali abbiamo già portato avanti con successo altre iniziative, volevamo creare una vera università “fuori legge”, perché il pezzo di carta che forniamo non ha alcun valore legale. L’idea è di stabilire un contatto che ormai nelle università ufficiali si è perso. Per i prossimi tre anni, cercheremo di creare uno spazio di incontro dove docenti e studenti si possano confrontare”. </em></p>
<p><em>“</em><em>Partiamo dal presupposto </em>- continua Martinez<em> &#8211; che i docenti, nei loro vari campi, rappresentano un’eccellenza. A loro non abbiamo chiesto di insegnare la loro materia ufficiale, ma quale materia avrebbero preferito insegnare, se avessero potuto scegliere in base alle proprie pulsioni, passioni e divertimento. Così, ad esempio, il filosofo Giulio Giorello ha scelto di insegnare “Tex Willer”. E’ evidente che un docente che ha la competenza e la sapienza di Giorello, parlando di Tex Willer vi metterà tutto se stesso, tutta la sua conoscenza”. </em></p>
<p>A tal proposito, il neuroscienziato Gianluigi Gessa ha dichiarato:<em> “Io parlerò di libertà, della parte del cervello che controlla il bene e il male e, quindi, del libero arbitrio. La laurea vera ti dà un titolo di studio che, se va bene, può avere ricadute sul lavoro. Aristan, invece, è <strong>una palestra della mente e allena a combattere le brutture della vita</strong>. I docenti di Aristan parlano di ciò di cui sono innamorati e solo così riescono a trasmettere felicità agli allievi.<strong> </strong>Insegnare ciò di cui si è innamorati è un grande privilegio”.</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14949" title="FrancoCiccio1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/FrancoCiccio1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Infine, il preside della “Facoltà di Scienze della Felicità” (Massimo Deiana<strong>, </strong>preside della Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari) garantisce che si tratta di <em>“un’università serissima. C’è tremendamente bisogno di benessere e il presupposto è che<strong> </strong>la salvezza dell’umanità parte dalla salvezza del singolo. E’ una laurea totalmente illegale, ma di grande peso scientifico, perché <strong>la felicità è una scienza terribilmente seria, una vaccinazione contro l’idiozia”</strong></em> .</p>
<p><em><br />
</em>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2012/01/02/%e2%80%9cassessorato-alla-felicita%e2%80%9d-istituito-a-ceregnano-rovigo/">“Assessorato alla Felicità” istituito a Ceregnano (Rovigo)</a>    <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2011/06/02/essere-positivi-e-un-investimento-redditizio/">Essere positivi è un investimento redditizio</a>    <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2011/08/02/essere-positivi-il-segreto-e-accettare-se-stessi/">Essere positivi? Il segreto è accettare se stessi</a>     <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/editoriali/2011/10/15/la-positivita-tende-a-espandersi/">La positività tende a espandersi</a>      </p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Palermo: una storia di economia pulita, libera dal pizzo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fabio Messina, giovane imprenditore palermitano, è stato il primo ad aprire un negozio certificato “pizzo-free”, che vende solo i prodotti di coloro che si sono ribellati pubblicamente al racket delle estorsioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14884" title="F_Messina3" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/F_Messina3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Fabio Messina, giovane imprenditore palermitano, e la moglie Valeria di Leo (nella foto) sono stati i primi in Italia ad aprire un punto-vendita certificato “pizzo-free”, nel quale si possono trovare solo prodotti di imprenditori, artigiani e commercianti che si sono <strong>ribellati pubblicamente al racket delle estorsioni.<span id="more-14883"></span></strong></p>
<p> L’idea di un emporio “pizzo free” è nata dopo aver letto le statistiche della Procura di Palermo, secondo le quali l’80% dei commercianti della città paga il racket. Così è avvenuto il passaggio dalla sua enoteca ad un vero e proprio emporio pizzo-free: un punto-vendita nel quale tutti gli imprenditori che hanno detto no al racket possono esporre e vendere i loro prodotti o pubblicizzare i loro servizi. Il “Punto Pizzo Free &#8211; L’Emporio” è stato inaugurato nel marzo 2008 e si trova nel cuore di Palermo, in pieno centro storico.<strong> Partire dal centro storico di Palermo è stata una scelta prima di tutto simbolica</strong> (per un’attività imprenditoriale dall’alto valore simbolico) e, in secondo luogo, pratica, poiché la maggior parte dei clienti di questi prodotti abitava proprio in centro.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-14885" title="Emporio" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Emporio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />L’iniziativa di Fabio ha riscosso un grande successo: molti imprenditori e commercianti aderenti ad Addiopizzo hanno deciso di vendere i loro prodotti in questo piccolo “supermercato della legalità” e sono ormai oltre 10.000 i clienti abituali che li sostengono. Nell´emporio di Fabio e Valeria si possono le coppole della tradizione siciliana, oggetti di artigianato in legno e ceramica e <strong>i prodotti biologici delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati alla mafia </strong>-<strong> </strong>ad esempio, i vini, la pasta e le conserve dell´associazione “Libera Terra”, la cooperativa che, insieme al Comitato Addiopizzo, ha appoggiato l´iniziativa del giovane imprenditore palermitano.</p>
<p><em> “Ho creduto fosse giunta l´ora di creare un po´ di movimento economico &#8211; </em>ha detto Fabio Messina <em>- all´interno della lista degli aderenti al Comitato Addiopizzo, perché <strong>è giusto dare un´occasione in più ai commercianti che non pagano il pizzo. E poi è più facile anche per i consumatori</strong>: invece di &#8230;..</em></p>
<p><em></em> </p>
<p><em>Continua a leggere questa storia su  </em><em><a title='Original Link: http://www.shinynote.com/story/palermo-una-storia-371'  href="http://www.buonenotizie.it/?9KKhuRBx" target="_blank">Shinynote.com</a>  </em><em>in collaborazione con BuoneNotizie.it<a href="http://www.buonenotizie.it/editoriali/2011/06/27/le-belle-storie-di-buonenotizie-it-realizzate-per-shinynote-com/">*</a></em><em></em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>A Reggio Emilia la tutela degli animali diventerà legge</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Marchioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente anche la politica si schiera dalla parte degli animali. A pochi giorni dalla notizia della decisione di un giudice di pace del tribunale di Varese di acconsentire alla richiesta di una signora da tempo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14832" title="cuccioli_di_cane" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/cuccioli_di_cane-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Finalmente anche la politica si schiera dalla parte degli animali. A pochi giorni dalla notizia della <a href="http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2012/01/16/cani-e-gatti-entrano-in-ospedale/">decisione di un giudice di pace del tribunale di Varese</a> di acconsentire alla richiesta di una signora da tempo ricoverata in ospedale di poter riabbracciare il suo amatissimo amico a quattro zampe, ecco che da un’altra Regione del Bel Paese – questa volta si tratta dell’Emilia Romagna &#8211; giunge la notizia di un altro importante riconoscimento dei diritti e del valore morale degli animali <span id="more-14819"></span>tutti (da quelli di compagnia alle specie di allevamento, passando per gli animali esotici a quelli impiegati nelle manifestazioni pubbliche, e via dicendo).</p>
<p>La provincia di Reggio Emilia, proprio nel giorno dedicato a Sant’Antonio Abate (17 gennaio), protettore degli animali, ha presentato un <a href="http://www.buonenotizie.it/?attachment_id=14823">Regolamento in materia di tutela del benessere degli animali</a>, che diventerà operativo solo una volta che i Comuni l’avranno approvato. A spingere la giunta provinciale a tale decisione è il duplice convincimento che il maltrattamento degli animali sia non solo un problema di ordine morale, ma anche un costo (eccessivo) per le casse pubbliche.</p>
<p>L’assessore all&#8217;Agricoltura e al Benessere degli animali della Provincia di Reggio Emilia, Roberta Rivi sull’argomento ha affermato che <em>“la disaffezione nei confronti degli animali, spesso purtroppo testimoniata da episodi riprovevoli anche nella nostra provincia è sintomo di inciviltà, quindi <strong>è in primo luogo un problema etico, ma ha anche un costo per le casse pubbliche</strong>: in un momento di ristrettezze come l&#8217;attuale richiede, un motivo in più per dedicare attenzione a queste tematiche”. </em></p>
<p>Il regolamento del capoluogo emiliano, dunque, mentre afferma il dovere dell’uomo di rispettare tutte le creature viventi, proprio a queste riconosce <strong>“il diritto a un’esistenza compatibile con le caratteristiche biologiche ed etologiche proprie della specie di appartenenza”</strong> (art.1).</p>
<p>Una variante &#8220;politica&#8221; delle favole di Esopo? Perché no. In fin dei conti le favole di Esopo (che fu anche schiavo) investigano nelle più profonde miserie dell’animo umano per educare i contemporanei ad atteggiamenti più maturi e lo fanno utilizzando acutissime allegorie &#8220;animali&#8221;. La morale di questa storia è che una Provincia emiliana, facendo leva sull’adozione di un atteggiamento civico verso ogni specie animale, sta incentivando i propri concittadini a condurre un’esistenza pacifica e armoniosa con tutte le creature viventi, uomo compreso.</p>
<p>Auguriamoci ora che tutti i Comuni rispondano positivamente a questo interessante stimolo. Il nostro senso civico, nel frattempo, ringrazia.</p>
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		<title>Caserta: assegnato il premio “Le Buone Notizie”</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/italia/2012/01/21/caserta-assegnato-a-3-giornalisti-il-premio-le-buone-notizie/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 06:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prestigioso riconoscimento "Civitas Casertana-Le Buone Notizie" quest’anno è stato assegnato a Maria Concetta Mattei del Tg2 (responsabile della rubrica "Dossier Storie"), a Stefano Maria Paci e a don Antonio Spadaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14769" title="MC_Mattei" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/MC_Mattei-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Si svolgerà oggi pomeriggio, nella Biblioteca del Seminario di Caserta, la cerimonia di consegna del Premio &#8220;Civitas Casertana-Le Buone Notizie&#8221;, giunto alla sua quarta edizione. Il premio &#8211; promosso da Assostampa della Provincia di Caserta, Unione Cattolica Stampa Italiana) di Caserta e Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Caserta &#8211; è stato assegnato quest’anno a <span id="more-14768"></span><strong>Maria Concetta Mattei</strong>, (giornalista del Tg2 e responsabile della rubrica &#8220;Dossier Storie&#8221;) a <strong>Stefano Maria Paci</strong> (vaticanista di SkyTg24), e a <strong>don Antonio Spadaro</strong> (direttore della rivista &#8220;La Civiltà Cattolica&#8221;).</p>
<p>Scopo del prestigioso riconoscimento è individuare e premiare, tra gli operatori dei media, coloro che privilegiano sia la correttezza dell&#8217;informazione, sia la diffusione di notizie positive ed utili all&#8217;umanità.<em> “Il premio intende segnalare all&#8217;opinione pubblica </em>- si legge nel comunicato stampa &#8211; <em>maestri del giornalismo italiano o giornalisti scrittori che, nella loro carriera e nell&#8217;impegno quotidiano, fanno prevalere con intelligenza e professionalità la notizia nella sua oggettività, completezza e correttezza, e, soprattutto, sanno<strong> informare e promuovere anche le tante &#8220;buone&#8221; notizie della vita quotidiana</strong>”. </em></p>
<p>Come ogni anno, la cerimonia di consegna del premio si volge il sabato più vicino alla ricorrenza di S. Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli scrittori (che cade il 24 gennaio) e alla presenza del vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina. Ieri, proprio alla vigila dell’evento, il Capo dello Stato, <strong>Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio di apprezzamento per le finalità del Premio</strong> “Civitas Casertana &#8211; Le Buone Notizie” e di congratulazioni<strong> </strong>ai giornalisti premiati, al comitato organizzatore e a tutti i partecipanti.</p>
<p><em><img class="alignright size-thumbnail wp-image-14770" title="346006.TIF" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/Positività-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />“Un mondo dell’informazione libero e caratterizzato da una <strong>pluralità di voci e opinioni</strong> e ancorato al rispetto intransigente di principi deontologici e regole professionali – </em>si legge nella lettera del Presidente <em>– costituisce uno dei principali indicatori dello stato di avanzamento civile di un popolo e contribuisce a rendere più attiva la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese e delle sue Istituzioni. Tra i processi e i valori che la Costituzione, al culmine del processo di riscatto democratico, ha posto alla base del nostro stare insieme, vi è proprio la libertà di stampa e di espressione. Questa, dunque, resta <strong>essenziale per contribuire alla formazione consapevole dell’opinione pubblica</strong> e nutrire la dialettica democratica”.</em></p>
<p>Oggigiorno essere informati sui fatti di attualità è imprescindibile, su questo siamo tutti d’accordo. Tuttavia, sebbene sia importante conoscere ciò che non funziona in Italia e nel mondo, scoprire che <strong>intorno a noi accadono anche fatti positivi in grado di restituirci la fiducia</strong> in valori che credevamo perduti, può essere un vero toccasana per indirizzare in modo positivo anche le nostre giornate.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/editoriali/2011/11/12/ci-sono-davvero-buone-notizie/">Ci sono davvero buone notizie?</a>     <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2011/02/03/napolitano-contro-i-tg-%e2%80%9cspazio-abnorme-di-cronaca-nera%e2%80%9d/">Napolitano contro i TG: “Spazio abnorme di cronaca nera”</a>     </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E&#8217; De Magistris il sindaco più amato dagli italiani</title>
		<link>http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2012/01/19/e-de-magistris-il-sindaco-piu-amato-dagli-italiani/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 21:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Fragale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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		<category><![CDATA[termovalorizzatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla nuova edizione del Governanace Poll, pubblicata dal Sole24Ore, emerge che, se a Napoli le elezioni del sindaco si svolgessero oggi, ben il 70% dei cittadini partenopei voterebbe Luigi De Magistris. Dopo Napoli, gli altri sindaci più amati d'Italia sono quelli del sud: Cagliari, Bari e Salerno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14751" title="napoli" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/napoli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Se a Napoli le elezioni del sindaco si svolgessero oggi, voterebbe per Luigi De Magistris il 70% dei cittadini partenopei.</strong> Un vero trionfo, se si tiene conto del successo plebiscitario già riscosso alle elezioni amministrative dell’anno scorso, quando De Magistris era stato eletto al primo turno con il 65,4% dei voti. Rispetto alle consultazioni del maggio 2011, i risultati della nuova edizione del Governance Poll, realizzata da Ipr Marketing e pubblicata dal “<a title='Original Link: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-15/consensi-record-magistris-201458.shtml?uuid=AaDXbTeE'  href="http://www.buonenotizie.it/?FwAK93Nq" target="_blank">Sole 24 Ore</a>”, mostrano un ulteriore e sensibile incremento di consensi nel confronti dell&#8217;attuale sindaco partenopeo.<span id="more-14727"></span></p>
<p>I risultati dell’indagine annuale con la quale Governance Poll monitora i livelli di consenso riscossi dai “primi cittadini” italiani, testimonia un <em>trend </em>decisamente positivo. E per quanto riguarda Napoli, il risultato è ancora più significativo. Per due motivi:</p>
<p>1.</p>
<p>Il primo riguarda la stessa Napoli: una città tradizionalmente all’ordine del giorno per l’interminabile elenco di problemi. Dietro i consensi conseguiti da De Magistris nei suoi primi sei mesi di mandato, traspare il volto di<strong> una Napoli nuova: meno fatalista e più consapevole delle proprie capacità di reazione.</strong> “<em>La prima cosa da dire</em> – ha significativamente sottolineato il primo cittadino di Napoli – <em>è che <strong>questo risultato non è un voto al sindaco, ma un voto alla città.</strong> Perché credo che questo sia il frutto della straordinaria energia positiva e partecipazione democratica delle cittadine e cittadini napoletani. I cittadini sono quel plusvalore economico che ci consente di affrontare un momento di crisi dura come quella che stiamo vivendo.</em>”</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-14749" title="CleaNap2" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/CleaNap2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />L’affermazione di De Magistris mette perfettamente a fuoco la questione: <strong>il successo dell’attuale amministrazione comunale nasce dalla consonanza di obiettivi tra la classe politica e i cittadini napoletani.</strong> In un certo senso, De Magistris non sta facendo altro che seguire l’esempio e l&#8217;impulso di quei tantissimi cittadini che, con straordinario senso civico, si sono attrezzati e organizzati per ripulire le strade della loro città: studenti, lavoratori, ma anche mamme, anziani e bambini.</p>
<p>Non a  caso, quindi, i principali successi conseguiti in questi primi mesi, riguardano l’annoso problema dei rifiuti: contemporaneamente alla drastica riduzione dei rifiuti in strada, a partire da giugno dell’anno scorso, <strong>a Napoli è stata introdotta la raccolta differenziata</strong>. Per il momento, l’introduzione riguarda i quartieri di Vomero, Posillipo, Barra, Ponticelli e Scampia, ma il proposito è di estendere progressivamente la differenziata a tutta la città.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14748" title="CleaNap1" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/CleaNap1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />All&#8217;introduzione della differenziata, si sono aggiunti <strong>il reclutamento di 250 nuovi addetti allo spazzamento e lo stop alla costruzione del contestatissimo termovalorizzatore. </strong>Si tratta, come si può facilmente notare, di una serie di obiettivi parziali che rientrano in un programma generale che potremmo riassumere in una formula efficace: ripulire Napoli e restituirle la sua dignità di “capitale mediterranea”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2.</p>
<p>Il secondo aspetto positivo emerso dall’inchiesta del Governance Poll, un aspetto che marca una differenza decisiva rispetto ai risultati emersi nel passato, è il fatto che nel sondaggio, <strong>i primi quattro posti sono infatti occupati da sindaci meridionali.</strong></p>
<p>De Magistris è seguito – a breve distanza – dai sindaci di Cagliari, Bari e Salerno. Un capovolgimento decisivo, rispetto agli anni scorsi: una boccata d’aria nuova e fresca che lascia <strong>sperare in un superamento dello storico scollamento fra cittadini e classe politica</strong> nel nostro Mezzogiorno.<strong></strong></p>
<p><strong><br />
</strong>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2012/01/10/studente-di-matera-crea-app-per-facilitare-la-differenziata/">Studente crea app per facilitare la differenziata</a>      <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2011/12/16/napoli-dice-si-alleco-spesa/">Napoli dice sì all&#8217;eco-spesa</a>     <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2011/12/08/napoli-la-sanita-che-funziona/">Napoli, ecco la sanità che funziona</a>     <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2011/07/28/napoli-risorge-attraverso-facebook/">Napoli risorge attraverso Facebook</a>     </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Benzina, politici e canone Rai: gli italiani ne farebbero a meno</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BuoneNotizie.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benzina, politici e canone Rai: un sondaggio rivela ciò che gli italiani proprio non sopportano di dover pagare. SuperMoney ha chiesto agli italiani di quali spese  farebbero a meno volentieri, soprattutto in questo momento di crisi: a sorpresa, il prezzo della benzina fa arrabbiare più degli stipendi dei politici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14717" title="EioPago" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/EioPago-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />&#8220;E io pago!&#8221;: il tormentone inventato da Totò negli anni Cinquanta è la triste realtà quotidiana degli italiani nel 2012. Tra nuove tasse, continui rincari e conti da saldare, il portafoglio dei consumatori continua ad alleggerirsi. Ma quali sono le voci di spesa che gli italiani proprio non sopportano di dover pagare? Se potessero decidere liberamente quali soldi tenersi in tasca, cosa sceglierebbero? <span id="more-14715"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.supermoney.eu/" target="_blank">SuperMoney</a> &#8211; portale leader in Italia per il confronto di prodotti bancari e assicurativi, tariffe telefoniche ed energetiche &#8211; l&#8217;ha chiesto a <strong>un campione di circa 1.000 utenti</strong> ed ha stilato una classifica dei costi più odiati dagli italiani. E&#8217; stato chiesto agli italiani quali sono le spese di cui farebbero a meno volentieri, soprattutto in questo momento di grave crisi economica: a sorpresa, si scopre che il prezzo della benzina fa arrabbiare ancor più degli stipendi dei politici. Mentre tra le tasse versate dai contribuenti, il canone Rai è quella più odiata.</p>
<p>Saldamente al primo posto, quindi, con il 40% circa delle risposte, troviamo <strong>&#8220;la benzina a due euro al litro</strong>&#8220;: i rincari sul carburante hanno messo a dura prova gli automobilisti, che farebbero volentieri a meno di versare centinaia di euro nei serbatoi delle proprie vetture. I prezzi della benzina alle stelle oscurano persino il proverbiale odio degli italiani nei confronti della Casta.</p>
<p>Al secondo posto tra le spese più detestate dal popolo della rete cè &#8220;l<strong>o stipendio dei politici voltagabbana</strong>&#8220;: la risposta è stata scelta dal 25% circa degli utenti, segno che gli italiani non vedono di buon occhio la classe politica nel suo complesso, considerata senza scrupoli e senza bandiera.</p>
<p>Sul terzo gradino del podio, in base al sondaggio SuperMoney, cè il famigerato <strong>&#8220;canone Rai&#8221;</strong>: nonostante gli sforzi della televisione pubblica per convincere i telespettatori della sua utilità, il 20% degli interpellati proprio non sopporta di dover versare questo obolo nelle casse dello Stato, a fronte di un servizio pubblico che lascia molti insoddisfatti.</p>
<p>Resta, infine, un 15% che ha indicato risposte diverse: in particolare le &#8220;tasse ingiuste&#8221; sono un altro tasto dolente per molti italiani.</p>
<p>Infine, in vista del <strong>decreto sulle liberalizzazioni,</strong> che dovrebbe vedere la luce questa settimana, continua l&#8217;indagine di SuperMoney sugli umori degli italiani. Al via <strong>un nuovo sondaggio</strong>, disponibile sulla <a title='Original Link: https://www.facebook.com/supermoney.piu.valore.ai.tuoi.soldi'  href="http://www.buonenotizie.it/?AaU1sM1H" target="_blank">fan page di SuperMoney su FB</a> : &#8220;Siamo tutti contro i privilegi. E tu, chi odi di più?&#8221;. Tra le risposte a disposizione dei votanti ci sono le categorie interessate dalle liberalizzazioni, dai taxisti ai notai e farmacisti: ma ognuno è libero di segnalare la classe di &#8220;privilegiati&#8221; che vorrebbe eliminare, oppure di esprimere la propria opinione contro le liberalizzazioni.</p>
<p>In un momento in cui tutti sono chiamati a grandi sacrifici in nome del bene comune, condividere gioie e dolori sul web può essere un buon metodo per dire la propria, nella speranza che anche <strong>il &#8220;passa parola&#8221; su internet possa contribuire a cambiare lo status quo.</strong></p>
<img src="http://www.buonenotizie.it/?ak_action=api_record_view&id=14715&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Cani e gatti entrano in ospedale</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Marchioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A deciderlo è stato il Giudice di Pace del Tribunale di Varese. Il magistrato ha accolto il ricorso presentato da una donna che, costretta a un lungo ricovero ospedaliero aveva espresso il desiderio di ricevere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14633" title="cane_dottore" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/cane_dottore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />A deciderlo è stato il Giudice di Pace del Tribunale di Varese. Il magistrato ha accolto il ricorso presentato da una donna che, costretta a un lungo ricovero ospedaliero aveva espresso il desiderio di ricevere la visita del suo cane, ottenendo però il rifiuto dalla direzione sanitaria, che ha giustificato il diniego richiamandosi al regolamento della struttura sanitaria. La signora, nonostante le precarie condizioni di salute, ha deciso di fare ricorso al Tribunale.<span id="more-14632"></span></p>
<p>La sentenza è di pochi giorni fa e ha già fatto ampiamente discutere la decisione del giudice che ha dato ragione alla signora. Nella sentenza espressa dal cinofilo magistrato, tra le motivazioni, si fa riferimento alla <strong><a title='Original Link: http://conventions.coe.int/treaty/en/Treaties/Html/125.htm'  href="http://www.buonenotizie.it/?cFumsu4k" target="_blank">Convenzione europea di Strasburgo</a></strong>, all’interno della quale viene fortemente riconosciuto l’obbligo morale dell’uomo di rispettare tutte le creature viventi ed in particolar modo gli animali di compagnia coi quali egli instaura una relazione speciale.</p>
<p>Segno dei tempi che cambiano. In realtà, la decisione del magistrato lombardo non è il primo caso di riconoscimento ufficiale in Italia del valore sociale degli animali di compagnia. Infatti, già nel luglio 2011, l’assessore alla salute della Regione Toscana, Daniela Scaramuccia si era espressa favorevolmente circa la proposta avanzata dall’Assessore alla salute, alle politiche sociali e alla protezione civile del Comune di Prato, Dante Mondaelli di aprire le porte degli ospedali (ma non di tutti i reparti) agli animali domestici. La decisione, subito ampliata a tutta la Regione Toscana è espressione della volontà di “umanizzare le strutture sanitarie” e di trovare nuove metodologie per favorire processi di guarigione per i malati, consentendo loro di circondarsi dell’affetto dei propri cari, tra cui ovviamente anche cani e gatti.</p>
<p>E’ questa dunque la prima importante vittoria per tutti quei degenti che, come la combattiva signora lombarda, potranno sperare nella guarigione del corpo attraverso le amorevoli cure dell’anima.</p>
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		<title>Acqua nel sottosuolo: nuova cura per salvare Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Fragale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca & società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[MOSE]]></category>
		<category><![CDATA[subsidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Salvare Venezia dalla subsidenza è possibile. Basterebbe pompare acqua marina nel sottosuolo della città per 10 anni: lo sostiene il professor Giuseppe Gambolati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14585" title="vendita-appartamenti" src="http://www.buonenotizie.it/wp-content/uploads/vendita-appartamenti1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Salvare Venezia dalla subsidenza è possibile.<strong> Basterebbe pompare acqua marina nel sottosuolo della città per 10 anni: </strong>lo sostiene Giuseppe Gambolati, professore di Metodi generici per l&#8217;Ingegneria all&#8217;Università di Padova.<span id="more-14583"></span></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Lo studio messo a punto dal prof. Gambolati in collaborazione con l&#8217;Ismar (l&#8217;istituto del Cnr che effettua ricerche nell&#8217;ambito delle aree polari, oceaniche e mediterranee), prevede l&#8217;iniezione di acqua marina nel sottosuolo della città lagunare, a circa 700-1000 metri di profondità. L&#8217;irrigazione sotterranea avverrebbe attraverso 12 pozzi dislocati in un raggio di 10 Km all&#8217;interno del territorio urbano e, in una decina di anni, <strong>consentirebbe un sollevamento della città di circa 30 cm. </strong>L&#8217;operazione, la cui attuazione secondo il prof. Gambolati richiederebbe uno studio preliminare del costo approssimativo di 30 milioni di euro, costituirebbe una risposta efficace ad una problematica di primaria urgenza: si calcola, infatti, che <strong>dagli inizi del Novecento, Venezia sia sprofondata di circa 13 cm.</strong></p>
<p>Il cedimento del terreno è avvenuto in modo diverso nelle differenti aree urbane ed è &#8211; grosso modo &#8211; determinato da due ordini di fattori: <strong>motivi naturali e prelievo di acqua dolce dal sottosuolo</strong>. A ciò si aggiunge un&#8217;ulteriore aggravante: <strong>l&#8217;innalzamento generalizzato del livello dei mari</strong>. In questo senso &#8211; a detta dello stesso prof. Gambolati &#8211; la proposta padovana non rappresenta un&#8217;alternativa, ma un complemento al MOSE &#8211; il sistema integrato di paratoie mobili pensato per proteggere la città lagunare dalle &#8220;acque alte&#8221; (ricordiamo, per inciso, la disastrosa inondazione del 1966).</p>
<p>In sostanza, lo studio di Giuseppe Gambolati rappresenta una proposta ingegnosa, ma non nuova. <strong>Lo studioso padovano lavora sul tema della subsidenza di Venezia sin dal 1972</strong> e già nel 2005 aveva esposto le linee generali della sua proposta attuale. Sette anni fa, la proposta di Gambolati non rappresentava altro che un&#8217;ipotesi ardita e, secondo alcuni, azzardata. Ad esempio, il prof. Michele Jamiolkowski del Politecnico di Torino aveva bollato, senza mezzi termini, l&#8217;ipotesi del collega &#8220;un&#8217;idea fantascientifica&#8221;, obiettando che la diversità costitutiva del meccanismo di sollevamento del suolo e del meccanismo di abbassamento del medesimo, avrebbero potuto compromettere l&#8217;incolumità dei palazzi veneziani.</p>
<p>Oggi, però, l&#8217;ipotesi di Gambolati si è concretizzata in una proposta reale, con un ulteriore (e non trascurabile) valore aggiunto: il &#8220;respiro internazionale&#8221;. Lo studio veneto, pubblicato su &#8220;Water Resources Research&#8221; prende spunto da <strong>una soluzione analoga testata quarant&#8217;anni fa in California, a Long Beach</strong>, su territori in cui l&#8217;estrazione petrolifera aveva provocato un fenomeno di subsidenza simile a quello di Venezia. Va sottolineato, inoltre, che la pubblicazione dello studio di Gambolati segue di pochi mesi il convegno newyorkese che si è sviluppato intorno al progetto MOSE e al potenziale interesse per le tecnologie italiane al fine di proteggere la baia di New Orleans.</p>
<p>Sinergia e allargamento di orizzonti, quindi: parole d&#8217;ordine che rendono lo studio padovano qualcosa di diverso da un <em>unicum </em>isolato e che presentano una possibile soluzione al problema veneziano nell&#8217;ambito di una prospettiva internazionale.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/11/13/venezia-energia-pulita-dalle-onde-del-mare-e-della-laguna/">Venezia: energia pulita dalle onde del mare e della laguna</a>       <br />
<a href="http://www.buonenotizie.it/ambiente/2011/10/31/energia-verde-ed-ecosostenibilita-per-il-porto-di-genova/">Energia verde ed ecosostenibilità per il porto di Genova</a></p>
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